La Nebulosa Anello vista da MIRI (Immagine ESA/Webb, NASA, CSA, M. Barlow, N. Cox, R. Wesson)

Solo un paio di settimane dopo la pubblicazione di un’immagine della Nebulosa Anello, una delle più iconiche nebulose planetarie, catturata dallo strumento NIRCam del telescopio spaziale James Webb, è arrivata un’altra immagine, stavolta catturata dallo strumento MIRI. Una serie di filtri è stata usata per catturare le emissioni a varie lunghezze d’onda nell’infrarosso medio per offrire dettagli che completano quelli offerti dalla NIRCam. I nuovi dettagli indicano anche la presenza di vari composti e circa dieci archi concentrici proprio oltre il bordo esterno dell’anello principale. Questi nuovi risultati offrono nuove informzioni sui processi in atto nelle ultime fasi di vita di una stella e, in questo caso, dell’interazione con una possibile compagna.

Foto della superficie lunare scattata dal lander Luna 25 (Foto cortesia Roscosmos)

L’agenzia spaziale russa Roscosmos ha confermato che il suo lander Luna 25 si è schiantato sulla Luna in seguito a un’anomalia in una delle manovre che avrebbero dovuto portare all’allunaggio nella giornata di lunedi. I problemi erano cominciati nella giornata di sabato, quando c’è stato il problema e le comunicazioni erano state perdute. L’esame dei dati telemetrici ricevuti fino a quel momento ha portato alla conclusione che l’impulso era stato eccessivo, portando a una traiettoria che ha causato uno schianto. L’ennesimo problema nel programma spaziale russo porterà conseguenze ancora da valutare nel programma Luna-Glob che prevede per i prossimi anni missioni sempre più ambiziose e aveva già accumulato anni di ritardo.

Concetto artistico del sistema HD 45166 con la stella all'elio in primo piano (Immagine ESO/L. Calçada)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta uno studio che identifica una delle stelle nel sistema binario HD 45166 come il prossibile precursore di una magnetar. Un team di ricercatori guidati da Tomer Shenar dell’Università di Amsterdam ha usato vari telescopi per studiare una cosiddetta stella all’elio, una stella massiccia che sta andando verso la fine della sua vita e ha già espulso i suoi strati esterni rimanendo con nucleo formato all’esterno da elio. Questa stella ha rivelato un campo magnetico estremamente potente, stimato in circa 100.000 volte quello terrestre.

Saturno visto alle onde radio dal VLA (Immagine S. Dagnello (NRAO/AUI/NSF), I. de Pater et al (Berkeley))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta uno studio sulle megatempeste attive sul pianeta Saturno. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il VLA (Very Large Array) che hanno permesso di mappare le emissioni radio provenienti da sotto la superficie di Saturno e di trovare anomalie nella distribuzione del gas di ammoniaca. Le conclusioni dello studio sono che le megatempeste possono avere una durata anche di un secolo e lasciare conseguenze che persistono nell’atmosfera anche successivamente. Ciò mostra anche differenze rispetto alle tempeste giganti esistenti su Giove.

L'ammasso galattico WHL0137-08 e nel riquadro la galassia soprannominata Sunrise Arc nella sua forma distorta, la quale ospita la stella Earendel

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” e uno sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters”, riportano vari aspetti di uno studio su Earendel, la singola stella più lontana conosciuta. Due team di ricercatori con vari membri in comune hanno usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb per ottenere nuovi dettagli di questa stella, che perfino uno strumento così potente ha potuto rilevare solo grazie a una lente gravitazionale. Ufficialmente catalogata come WHL0137-LS, dal nuovo studio risulta essere una gigante blu di classe B, molto più massiccia del Sole. Le osservazioni di Webb rivelano anche una componente luminosa che potrebbe appartenere a una compagna meno massiccia e neppure il telescopio spaziale Hubble era riuscito a rilevare.