Asteroidi

Concetto artistico di OSIRIS-REx mentre scende sul suolo di Bennu (Immagine NASA/Goddard/University of Arizona)

Poche ore fa la sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA è scesa sulla superficie dell’asteroide Bennu per prelevare campioni di suolo in quello che è stato chiamato TAG (Touch-And-Go). L’area selezionata è in un cratere che è stato chiamato Nightingale del diametro di circa 16 metri nell’emisfero nord di Bennu. L’operazione è stata compiuta in modo totalmente automatico perché c’è un ritardo di 18,5 minuti nelle comunicazioni dovuto al fatto che OSIRIS-REx è a circa 334 milioni di chilometri dalla Terra. Se l’esito sarà soddisfacente, questa parte della missione sarà conclusa.

Rocce sugli asteroidi Ryugu e Bennu

Tre articoli pubblicati sulla rivista “Nature Astronomy” riportano i risultati di altrettante ricerche sugli asteroidi Ryugu e Bennu, in fase di esplorazione rispettivamente dalle sonde spaziali Hayabusa 2 della JAXA e OSIRIS-REx della NASA. I due asteroidi hanno già mostrato alcune similitudini e, in un editoriale news&views, Maria Cristina De Sanctis parla degli eventi catastrofici che possono averli generati e delle rocce chiare scoperte sulla superficie di entrambi nonostante il loro colore scuro. Eventi catastrofici sono anche l’oggetto degli altri due articoli e in quello concentrato su Bennu vengono riportati gli indizi che alcune rocce sulla sua superficie provengano da Vesta, uno degli oggetti più grandi nella fascia di asteroidi tra Marte e Giove.

L'ambiente attorno all'asteroide Bennu poco dopo l'espulsione avvenuta il 28 agosto 2019

Una speciale serie di articoli pubblicati su “Journal of Geophysical Research: Planets” riporta i risultati di varie ricerche sull’asteroide Bennu, in alcuni casi già pubblicate nei mesi scorsi. Vari ricercatori hanno utilizzato dati raccolti dalla sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA ottenendo alcune sorprese riguardo a ciò che avviene su Bennu come la perdita di materiali che vengono espulsi nello spazio. Tra le possibili cause ci sono meteoroidi, stress termico e il rimbalzo di particelle che ricadono sulla superficie per essere spinte nuovamente nello spazio. L’attività di Bennu poteva essere notata solo da una sonda spaziale nelle vicinanze e ciò pone il problema della possibile attività di altri asteroidi.

Rappresentazione artistica dell'asteroide interstellare 'Oumuamua (Immagine cortesia The international Gemini Observatory/NOIRLab/NSF/AURA artwork by J. Pollard)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sull’asteroide interstellare 1I/2017 U1, conosciuto come ‘Oumuamua, che offre prove che non si tratta di una sorta di iceberg di idrogeno. Abraham Loeb del Center for Astrophysics | Harvard & Smithsonian (CfA) e Thiem Hoang del Korea Astronomy and Space Science Institute (KASI) ha esaminato la premessa dello studio che aveva proposto quella possibilità, cioè che un oggetto composto soprattutto di idrogeno molecolare potesse formarsi in una nube molecolare gigante ed essere spinto nello spazio interstellare. La conclusione dei ricercatori è che vari processi causerebbero la sublimazione dell’idrogeno molecolare perciò un iceberg probabilmente non potrebbe formarsi o verebbe distrutto dalle stelle che si sono formate nella stessa nube molecolare prima ancora che possa finire nello spazio interstellare.

Campione di meteorite ferrosa IIE (Foto cortesia Carl Agee, Institute of Meteoritics, University of New Mexico)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta i risultati di sofisticate analisi che indicano che le meteoriti ferrose IIE sono frammenti di un planetesimo che aveva una struttura differenziata. Un team di ricercatori ha condotto vari tipi di esami che hanno dato questi risultati riguardo alle meteoriti chiamate acondriti, composte di materiali che sono stati sottoposti a fusione, differenziazione e cristallizzazione. La differenza rispetto alle condriti, meteoriti composte da materiali indifferenziati, mostra che gli oggetti da cui provengono si sono formati ed evoluti in modo diverso nello spazio e nel tempo.