Asteroidi

Granello del meteorite Murchison largo 8 micron (Immagine cortesia Janaína N. Ávila)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” riporta la datazione di granelli di carburo di silicio che facevano parte del meteorite Murchison, che risalgono a tempi diversi con il più antico che risale a circa 7 miliardi di anni fa. Un team di ricercatori guidato da Philipp Heck dell’Università di Chicago ha analizzato particelle contenute nel meteorite Murchison esaminando gli elementi contenuti e in particolare gli isotopi di neon prodotti da raggi cosmici galattici che hanno colpito quei granelli nel corso del tempo.

Frammento del meteorite Muonionalusta

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta un’analisi della composizione isotopica di sei gruppi di meteoriti ferrose i cui risultati offrono prove che una parte dei materiali che ha formato il pianeta Terra proveniva da stelle giganti rosse. Mattias Ek dell’università di Bristol, Alison C. Hunt, Maria Lugaro e Maria Schönbächler hanno esaminato in particolare la composizione isotopica del palladio trovando che alcune polveri hanno una composizione che può essere prodotta solo dalle reazioni nucleari che avvengono nelle regioni interne di giganti rosse. Ciò offre una spiegazione della maggior presenza di quel tipo di polveri sulla Terra che su Marte o negli asteroidi.

L'asteroide Ryugu (Foto cortesia JAXA, Chiba Institute of Technology, University of Tokyo, Kochi University, Rikkyo University, Nagoya University, Meiji University, University of Aizu, AIST)

L’agenzia spaziale giapponese JAXA ha confermato che la sua sonda spaziale Hayabusa 2 ha lasciato l’asteroide Ryugu, che aveva raggiunto il 27 giugno 2018. Fino al 19 novembre continuerà a scattare fotografie di Ryugu, un limite dovuto al fatto che successivamente una manovra necessaria per usare il suo motore a ioni la porterà a voltarsi in una posizione dalla quale non avrà più l’asteroide nell’obiettivo della sua macchina fotografica. Fino a quel giorno, sarà possibile inviare un messaggio di addio a Ryugu via Twitter o perfino lettere e cartoline alla JAXA. Hayabusa 2 dovrebbe tornare nelle vicinanze della Terra con i suoi campioni verso la fine del 2020.

L'asteroide Igea è sferico e potrebbe essere riclassificato come pianeta nano

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio dell’asteroide Igea che ne mostra la forma approssimativamente sferica, uno dei requisiti per essere catalogato come pianeta nano. Un team di ricercatori guidato da Pierre Vernazza del Laboratoire d’Astrophysique di Marsiglia, in Francia, ha usato lo strumento SPHERE montato sul VLT dell’ESO in Cile per ottenere immagini dettagliate di uno degli oggetti più grandi della fascia di asteroidi tra Marte e Giove. Se Igea venisse riclassificato, si tratterebbe del più piccolo pianeta nano con un diametro che è meno di metà di quello di Cerere.

Foto scattata dallo strumento ONC-W1 durante la discesa su Ryugu (Foto cortesia JAXA)

Poche ore fa la sonda spaziale giapponese Hayabusa 2 ha toccato il suolo dell’asteroide Ryugu per raccogliere alcuni campioni di sottosuolo che verranno trasportati sulla Terra. Si tratta del secondo tentativo dei tre possibili all’inizio della missione. Dopo il primo prelievo compiuto il 22 febbraio 2019, L’agenzia spaziale giapponese JAXA aveva deciso di procedere con un secondo tentativo in un’altra area per poi terminare lo studio di Ryugu e tornare sulla Terra con i campioni prelevati.