Astronauti / astronaute

La navicella spaziale Shenzhou 23 al decollo (Foto cortesia Xinhua/Lian Zhen)

È arrivata la conferma che tre taikonauti cinesi della missione Shenzhou 23 hanno raggiunto la stazione spaziale cinese Tiangong con una manovra di attracco automatizzata. Erano partiti circa tre ore e mezza prima su un razzo vettore Long March-2F dal Centro di lancio satelliti di Jiuquan e costituiscono un nuovo equipaggio della stazione spaziale cinese. Due di essi vi rimarranno per circa sei mesi, la durata standard per una missione, mentre il terzo taikonauta condurrà una missione di un anno.

I tre taikonauti, come i cinesi chiamano i loro astronauti, della missione Shenzhou 23 sono Zhu Yangzhu, Zhang Zhiyuan e Lai Ka-ying. L’identità dei membri degli equipaggi viene rivelata solo all’ultimo momento ma negli ultimi tempi le autorità cinesi hanno cominciato a rendere disponibili maggiori informazioni rispetto al passato.

L'ammaraggio della navicella spaziale Orion Integrity (Foto NASA/Bill Ingalls)

Era notte in Italia quando la navicella spaziale Orion Integrity della NASA ha concluso la missione Artemis II ammarando al largo della costa di San Diego. Era partita il 2 aprile scorso sull’SLS (Space Launch System), anch’esso della NASA. Varie navi di supporto erano nell’area per recuperare la Integrity e soccorrere gli astronauti Christina Koch, Victor Glover, Reid Wiseman e Jeremy Hansen. Tutto ciò che è possibile recuperare è stato recuperato, come i paracadute del sistema di ammaraggio, per poter raccogliere più dati possibili su una fase critica come il ritorno sulla Terra.

La navicella spaziale Orion Integrity e la Luna sullo sfondo (Immagine NASA)

La navicella spaziale Orion Integrity della NASA ha completato un viaggio attorno alla Luna da record come parte della missione Artemis II. Non è entrata nell’orbita della Luna ma ha “solo” viaggiato attorno ad essa per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima, a circa 406.771 chilometri di distanza dalla Terra, battendo il record per la maggior distanza raggiunta da esseri umani che era detenuta dall’Apollo 13. Quella missione del 1970 ci ricorda dei rischi che corrono gli astronauti nello spazio e, dopo aver completato quell’impresa, gli astronauti Christina Koch, Victor Glover, Reid Wiseman e Jeremy Hansen si sono immessi sulla rotta che li riporterà sulla Terra quando in Italia sarà la notte di sabato 11 aprile.

Lo Space Launch System decolla con la navicella spaziale Orion Integrity (Foto NASA/Bill Ingalls)

Era notte in Italia quando la navicella spaziale Orion della NASA si è separata dall’ultimo stadio, chiamato ICPS (Interim Cryogenic Propulsion Stage), dell’SLS (Space Launch System), che era decollato quasi due ore prima dal Kennedy Space Center. La Orion si è immessa sulla traiettoria che la porterà a viaggiare attorno alla Luna per compiere la sua missione di circa 10 giorni. Si tratta del secondo lancio per l’SLS e per la Orion nella sua configurazione completa. L’importanza della missione Artemis II è data dal fatto che è la prima di questo programma con un equipaggio a bordo.

Concetto artistico della base lunare (Immagine NASA)

Nel corso della giornata di ieri, la NASA ha tenuto l’evento che ha chiamato Ignition, composto da una serie di annunci riguardanti il proprio programma spaziale. Diversi annunci erano attesi da parte del nuovo amministratore Jared Isaacman e da altri dirigenti dell’agenzia in connessione con il programma Artemis per capire le intenzioni dell’agenzia riguardo al ritorno di astronauti sulla Luna. Da questo punto di vista, l’intenzione che è stata annunciata è di accelerare il ritmo delle missioni per poter riuscire anche a costruire una base permanente sulla Luna. In questa nuova visione, il progetto del Lunar Gateway potrebbe essere abbandonato, anche se ufficialmente rimane rilevante a lungo termine.

Anche il programma riguardante le missioni verso Marte è stato parte dell’evento. In questo caso, c’è stata la presentazione della missione Space Reactor-1 Freedom (SR-1 Freedom), da condurre utilizzando una navicella spaziale a propulsione nucleare elettrica da lanciare nel dicembre 2028. A bordo dovrebbe esserci un gruppo di elicotteri Skyfall che hanno lo scopo di continuare l’esplorazione del pianeta rosso.