Il progetto DESI Legacy Imaging Surveys ha rilasciato la più grande mappa bidimensionale dell’universo

Alcune delle galassie incluse nella mappa delle DESI Legacy Imaging Surveys (Immagine DESI Legacy Imaging Surveys/LBNL/DOE & KPNO/CTIO/NOIRLab/NSF/AURA)
Alcune delle galassie incluse nella mappa delle DESI Legacy Imaging Surveys (Immagine DESI Legacy Imaging Surveys/LBNL/DOE & KPNO/CTIO/NOIRLab/NSF/AURA)

Il team delle DESI Legacy Imaging Surveys ha rilasciato la più grande mappa bidimensionale dell’universo. Composta da 5.600 miliardi di pixel, questa mappa include quasi 4 miliardi di oggetti celesti che vanno dagli asteroidi alle galassie ma anche altri oggetti come stelle, buchi neri e altri ancora. Si tratta di un grande archivio che abbraccia circa tre quarti del cielo utile per studi astronomici che richiedono informazioni a frequenze ottiche e nell’infrarosso vicino. Questo risultato non è quello finale perché la mappa verrà usata per determinare la distanza di oggetti come i quasar per costruire una nuova mappa, stavolta tridimensionale.

Tre diverse indagini astronomiche hanno prodotto la maggior parte delle 263.407 immagini che sono state combinate per costruire questa mappa. Precedenti versioni erano già state pubblicate e, per quanto inferiori, erano già state utilizzate in studi pubblicati in oltre 1.800 articoli scientifici.

La Dark Energy Camera Legacy Survey (DECaLS) è stata condotta usando la Dark Energy Camera (DECam), uno strumento costruito per investigare su misteri cosmologici come materia oscura ed energia oscura il quale contribuisce ad altre indagini importanti. La Mayall z-band Legacy Survey (MzLS) è stata condotta usando il telescopio Mayall in Arizona. La Beijing-Arizona Sky Survey (BASS) è stata condotta con il telescopio da 2,3 metri UA Bok al Kitt Peak National Observatory, alla quale sono stati aggiunti dati raccolti con il telescopio spaziale WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer) della NASA.

Anche questa nuova versione della mappa, che diventa la più grande mappa bidimensionale dell’universo ottenuta finora, è stata resa pubblica per aiutare gli astronomi in studi di vario tipo. Il database è accessibile attraverso l’Astro Data Lab, un programma di NSF NOIRLab che ha proprio lo scopo di facilitare accesso e analisi di moli di dati come quella prodotta da questo progetto.

Questa non è certo la prima mappa dell’universo ma ogni nuova indagine che produce un archivio così vasto può offrire un notevole aiuto a studi di vario tipo. Il team di DESI (Dark Energy Spectroscopic Instrument) ha completato l’indagine originale di 5 anni nell’aprile 2026, prima del previsto e con più oggetti del previsto tra i risultati. Ciò mostra ancora una volta la qualità di uno strumento che ha già contribuito a vari studi e ora offre un contributo a una mappa che verrà usata per molti anni.

Quella che è stata definita come essenzialmente una fotografia profonda del cielo rappresenta un passo importante che verrà usato per ottenere la prossima mappa, quella tridimensionale. Nei mesi scorsi, è già stata presentata la prima mappa di questo tipo e il lavoro continua per migliorare questo risultato. Conoscere le distanze dei vari oggetti rappresenta un ulteriore aiuto per vari studi cosmologici.

Il progetto DESI è nato per indagare in particolare su misteri come la materia oscura e l’energia oscura. È uno dei casi in cui conoscere le distanze tra oggetti come le galassie è utile, ad esempio per capire l’evoluzione degli ammassi stellari e quindi dell’influenza della misteriosa energia oscura. Alcuni modelli prevedono che questa misteriosa energia non esista proprio mentre altri prevedono che sia cambiata nel corso del tempo. I risultati di queste indagini astronomiche aiuteranno a indagare su questi segreti fondamentali dell’universo.

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