Buchi neri

Schema degli anelli di fotoni attorno a un buco nero

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta uno studio sulla possibilità di ottenere immagini nitide dei sottoanelli che formano l’anello di fotoni attorno a un buco nero. Un team di ricercatori guidato da Michael Johnson del Center for Astrophysics di Harvard ha lavorato sull’impresa annunciata quasi un anno fa con la pubblicazione della foto dell’area attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia M87. Secondo i ricercatori, aggiungere un telescopio spaziale a quelli usati dalla collaborazione Event Horizon Telescope (EHT) permetterebbe di ottenere la chiarezza necessaria a distinguere uno dei sottoanelli, le cui caratteristiche permetterebbero di ottenere misurazioni più precise della massa del buco nero e altro ancora.

La regione dell'esplosione nel superammasso di Ofiuco

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta l’osservazione di quella che è stata definita la più grande esplosione scoperta nell’universo dopo il Big Bang e causata dal buco nero supermassiccio nella galassia al centro del superammasso di Ofiuco. Un team di astronomi guidato da Simona Giacintucci del Naval Research Laboratory ha combinato osservazioni condotte ai raggi X con i telescopi spaziali XMM-Newton dell’ESA e Chandra della NASA con quelle allea frequenze radio condotte con i radiotelescopi Murchison Widefield Array (MWA) e Giant Metrewave Radio Telescope (GMRT) per mappare la cavità generata da quell’evento cataclismico, grande circa 15 volte la Via Lattea.

Il centro dell'ammasso galattico di Perseo (Immagine NASA/CXC/IoA/A.Fabian et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta i risultati dello studio di deflussi di gas molecolare in dodici galassie massicce al centro di ammassi galattici. Un team di ricercatori ha analizzato dati raccolti con il radiotelescopio ALMA per compiere questo studio trovando che i nuclei galattici attivi delle galassie osservate provocano periodici rilasci di energia in esplosioni di radiazioni o come getti di particelle che si muovono a velocità vicine a quelle della luce. I rilasci di energia provocano deflussi di gas che può essere spinto anche oltre i confini della galassia. Questo meccanismo limita l’avvicinamento del gas al buco nero supermassiccio centrale, diminuendo l’attività esplosiva in quello che viene chiamato feedback. I ricercatori stanno studiando soprattutto le conseguenze sulla formazione stellare e la possibilità che una galassia diventi quiescente.

Sei cosiddette stelle gonfie confermate al centro della Via Lattea

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta l’identificazione di quelli che sono stati chiamati oggetti-G (in inglese G-objects) che orbitano attorno al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, Sagittarius A* o semplicemente Sgr A*. Un team di ricercatori guidato da Anna Ciurlo della UCLA aveva già annunciato la scoperta di tre nuovi oggetti-G, ora ne conferma l’esistenza e annuncia l’identificazione di un quarto. Essi si aggiungono ai due oggetti-G già confermati alcuni anni fa. Nuovi indizi potrebbero confermare l’ipotesi che si tratti del frutto di fusioni di stelle di sistemi binari.

Nuovi dettagli del centro della Via Lattea osservati dal telescopio volante SOFIA

Un articolo sottoposto per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta i risultati iniziali di un’indagine sul centro della Via Lattea condotto usando il telescopio volante SOFIA per catturare dettagli agli infrarossi finora mai visti e quindi utili a mappare un’area con una lunghezza di 600 anni luce. Un team di ricercatori ha integrato quelle osservazioni con dati raccolti in precedenza usando il telescopio spaziale Spitzer della NASA e l’osservatorio spaziale Herschel dell’ESA ottenendo una mappa del centro della galassia utile ad esempio a capire dove si concentrano gas in grado di portare alla nscita di nuove stelle, come alcune delle stelle più massicce della Via Lattea si siano formate in una regione relativamente piccola o dove sono i materiali che potrebbero essere divorati dal buco nero supermassiccio al centro della galassia.