Buchi neri

Sei galassie sono state osservate mentre diventavano quasar in tempi brevissimi

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di sei galassie con nuclei galattici attivi i quali hanno manifestato un notevole cambiamento nella loro luminosità nel giro di pochi mesi diventando quasar. Un team di ricercatori ha usato dati raccolti durante i primi nove mesi dell’indagine Zwicky Transient Facility (ZTF) per scoprire quelle galassie che erano state classificate come LINER, galassie piuttosto comuni che generalmente sono luminose ma ben lontane da quasar. Potrebbe trattarsi di un nuovo tipo di attività dei buchi neri supermassicci al centro di quelle galassie LINER.

Le fonti ultraluminose di raggi X nella galassia NGC 6946 (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio su alcune fonti ultraluminose di raggi X osservate nella galassia NGC 6946. Un team di ricercatori guidati da Hannah Earnshaw, ricercatrice postdoc del Caltech, ha usato osservazioni compiute con il telescopio spaziale NuSTAR della NASA. In particolare l’interesse si è concentrato su una delle fonti, catalogata come ULX-4, osservata anche con il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA ma dopo dieci giorni l’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA non ne ha più trovato traccia. Un evento di quel genere di solito ha una lunga durata perciò potrebbe essere stato generato da un buco nero o una stella di neutroni su detriti vicini.

39 antenate delle galassie ellittiche massicce scoperte nell'universo primordiale

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la scoperta di 39 galassie nell’universo primordiale. Un team di ricercatori ha combinato dati di diversi telescopi per individuare un gruppo di galassie risalenti ai primi due miliardi di anni dopo il Big Bang che erano risultate invisibili a precedenti osservazioni nelle loro aree condotte a frequenze ottiche. Il loro studio potrebbe offrire nuove informazioni sull’evoluzione delle galassie, dei buchi neri supermassicci al loro centro e anche sulla distribuzione della materia oscura.

Scoperto un buco nero supermassiccio primordiale fortemente oscurato

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di un buco nero supermassiccio caratterizzato dal fatto di essere in una fase iniziale di crescita in cui è fortemente oscurato e di risalire a circa 850 milioni dopo il Big Bang, il più antico di quel tipo scoperto finora. Un team di ricercatori, inclusi alcuni dell’INAF – Osservatorio di astrofisica e scienza dello spazio di Bologna e del Dipartimento di fisica e astronomia dell’Università di Bologna ha usato dati raccolti dall’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA per compiere questo studio ma anche mettendo assieme altri dati raccolti dal radiotelescopio ALMA non è certo se quel buco nero corrisponda al quasar catalogato come PSO167-13 o a una galassia vicina.

La galassia Holmberg 15A (Immagine cortesia Juan P. Madrid & Carlos J. Donzelli)

Un articolo sottoposto per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di un buco nero ultramassiccio al centro della galassia Holmberg 15A, una galassia ellittica supergigante che costituisce il membro centrale dominante dell’ammasso galattico Abell 85. Un team di astronomi guidati da Kianusch Mehrgan del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics a Garching bei München, in Germania, ha usato lo strumento MUSE montato sul VLT dell’ESO in Cile per studiare quella galassia stimando che la massa di quel buco nero è di circa 40 miliardi di volte quella del Sole.