Comete

La cometa C/2020 F3 NEOWISE vista dalla Terra e la sua chioma vista da Hubble (Immagine NASA, ESA, Q. Zhang (California Institute of Technology), A. Pagan (STScI), and Z. Levay)

Il telescopio spaziale Hubble è stato usato per osservare la cometa NEOWISE, formalmente C/2020 F3, che mostra in particolare la chioma che circonda il suo nucleo. Le immagini pubblicate sono state catturate l’8 agosto e si tratta delle prime fotografie scattate da Hubble di una cometa così brillante a una risoluzione così elevata dopo il suo passaggio vicino al Sole. Il 3 luglio, NEOWISE è passata a circa 43 milioni di chilometri dal Sole, il momento più critico perché a volte le comete vengono fatte a pezzi. Le nuove immagini mostrano che stavolta la cometa è sopravvissuta tutta intera e tornerà nel sistema solare interno solo fra 7.000 anni.

La cometa interstellare 2I/Borisov vista da ALMA

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio sulla cometa interstellare 2I/Borisov concentrato in particolare sulla sua composizione chimica che ne mette in luce l’abbondanza di monossido di carbonio e di acido cianidrico. Un team di ricercatori guidato da Martin Cordiner e Stefanie Milam del Goddard Space Flight Center della NASA ha usato il radiotelescopio ALMA per esaminare le emissioni della cometa rilevando che il monossido di carbonio è presente nella sua chioma in una quantità che è tra 9 e 26 volte quella stimata per le comete del sistema solare. Ciò suggerisce che si sia formata in un’area molto fredda del suo sistema d’origine.

Sali di cloruro d’ammonio (Foto cortesia Universtà di Berna)

Due articoli pubblicati sulla rivista “Nature Astronomy” riportano i risultati di altrettante analisi di dati raccolti dalla sonda spaziale Rosetta dell’ESA che rivelano la presenza di composti come i sali di ammonio sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Un team di ricercatori guidato da Kathrin Altwegg dell’Università di Berna, in Svizzera, ha analizzato i dati cercando di capire i motivi della scarsità di azoto sulla cometa concludendo che in realtà la sua presenza sia difficile da rilevare perché una parte è legata a sali di ammonio. Questi sali sono tra i mattoni di molecole che includono alcuni precursori della vita come urea e glicina, già trovati sulla cometa. Un altro team ha invece scoperto nei dati tracce di composti alifatici, considerati essenziali per la vita sulla Terra, sulla cometa.

Nuove conferme che il fosforo è stato portato sulla Terra da comete

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio che traccia il viaggio del fosforo dalla formazione nelle stelle fino alle comete. Un team di ricercatori guidato da Víctor Rivilla dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato il radiotelescopio ALMA e dati raccolti dallo strumento ROSINA della sonda spaziale Rosetta dell’ESA sulla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko per capire dove il fosforo si formi e come le comete possano averlo portato sulla Terra, dove è indispensabile per le forme di vita.

La cometa interstellare 2I/Borisov vista dall'Osservatorio Keck

Una nuova fotografia della cometa interstellare 2I/Borisov scattata usando uno spettrometro dell’Osservatorio Keck alle Hawaii è ora la migliore ottenuta finora e può offrire nuove informazioni su quest’oggetto che sta attraversando il sistema solare. Gli astronomi Pieter van Dokkum, Cheng-Han Hsieh, Shany Danieli e Gregory Laughlin dell’Università di Yale hanno catturato quest’immagine il 24 novembre ed essa include la coda della cometa, mostrata nella sua lunghezza di quasi 160.000 chilometri in una composizione che mette vicino 2I/Borisov e la Terra.