Cosmologia

Individuata l'origine di un lampo radio veloce non ripetitivo

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta la localizzazione del punto di origine di un lampo radio veloce non ripetitivo. Un team di ricercatori guidato da Keith Bannister della CSIRO (Australia’s Commonwealth Science and Industrial Research Organisation) ha scoperto il lampo radio veloce catalogato come FRB 180924 con il radiotelescopio ASKAP per poi procedere usando i telescopi Keck, Gemini South e VLT all’individuazione della sua origine in una galassia a circa 3,6 miliardi di anni luce. Prima di questo risultato, solo l’origine di un lampo radio veloce ripetitivo era stata individuata.

Un'aurora cosmica tra gli ammassi galattici Abell 0399 e Abell 0401

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta l’individuazione di campi elettromagnetici lungo un filamento che attraversa i circa 10 milioni di anni luce che dividono gli ammassi galattici Abell 0399 e Abell 0401. Un team di ricercatori guidato da Federica Govoni dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) di Cagliari che include ricercatori dell’INAF e di altri enti italiani ha usato il radiotelescopio Low Frequency Array (LOFAR) per effettuare per la prima volta misurazione di una struttura del genere nelle onde radio.

Nuovi indizi sull'origine dei lampi radio veloci in stelle di neutroni

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio dei dati relativi a 43 lampi radio veloci che offre nuovi indizi della loro origine in stelle di neutroni. Un team di ricercatori italiani associati INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) ha usato osservazioni compiute con i radiotelescopi ASKAP e Parkes adattando un test degli anni ’60 per cercare di stabilire la loro distribuzione confrontandola con quella delle stelle. I risultati hanno riservato qualche sorpresa e non sono conclusivi ma è stato offerto un metodo che potrebbe essere la chiave per risolvere il mistero con certezza.

L'inaspettata luminosità delle galassie più antiche dell'universo offre indizi su un momento cruciale della sua evoluzione

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta le prove che le galassie più antiche dell’universo erano più luminose del previsto. Un team di ricercatori ha combinato osservazioni compiute con i telescopi spaziali Hubble e Spitzer di galassie che si erano formate meno di un miliardo di anni dopo il Big Bang scoprendo una luminosità inaspettata agli infrarossi. Si tratta della conseguenza del rilascio di radiazioni ionizzanti e ciò può offrire nuovi indizi sull’epoca della reionizzazione, un momento cruciale nella storia dell’universo.

La misura dell’espansione dell’universo è sempre più precisa e sottolinea la discrepanza tra le misurazioni

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta una nuova misurazione dell’espansione dell’universo, che risulta circa il 9% maggiore rispetto a stime effettuate studiando l’universo primordiale. Un team di astronomi guidato dal premio Nobel Adam Riess ha combinato osservazioni effettuate con il telescopio spaziale Hubble di 70 stelle variabili chiamate variabili cefeidi usate per le misurazioni con altre condotte dal progetto Araucaria per ottenere misurazioni estremamente precise della loro luminosità. La discrepanza tra le misure dell’espansione dell’universo vicino e quelle dell’universo primordiale rimane ed è importante migliorare le misurazioni per ottenere indizi sull’origine della discrepanza.