Cosmologia

La galassia nana Pisces VII vista da DOLoRes (Immagine cortesia W. Boschin/TNG)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical” riporta la conferma della scoperta della galassia nana Pisces VII, che potrebbe essere un satellite della galassia del Triangolo. Un team di ricercatori da David Martínez-Delgado dell’Instituto de Astrofisica de Andalucia ha usato lo strumento DOLoRes al TNG (Telescopio Nazionale Galileo) per confermare l’esistenza di Pisces VII, individuata in origine dall’astrofilo Giuseppe Donatiello. Il legame gravitazionale con la galassia del Triangolo va ancora verificata ma se l’esito fosse positivo si tratterebbe di una conferma delle teorie riguardanti la formazione delle galassie, che predice la presenza di varie galassie satellite. Il riferimento è al modello Lambda-CDM, che riguarda anche la materia oscura.

Tre galassie simulate nel progetto IllustrisTNG

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta i primi risultati di un’analisi dei dati del terzo rilascio (Data Release 3, DR3) dell’indagine astronomica Lega-C, la più vasta indagine spettroscopica di galassie che potremmo definire di mezza età dato che le vediamo com’erano tra cinque e otto miliardi di anni fa circa. Essa offre informazioni fondamentali per capire a fondo certe fasi dell’evoluzione delle galassie e della formazione stellare al loro interno. Una buona notizia offerta da un team di ricercatori guidato da Po-Feng Wu dell’Institute of Astronomy and Astrophysics di Taipei (Taiwan) che include Anna Gallazzi e Stefano Zibetti dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) è il buon accordo tra le simulazioni del programma IllustrisTNG e delle osservazioni condotte in quella sorta di censimento che è stato Lega-C.

L'Oggetto di Hamilton visto da Hubble

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta una soluzione a un mistero astronomico riguardante due galassie che sembravano l’immagine speculare l’una dell’altra e sono risultate essere due immagini della stessa galassia separate a causa di una lente gravitazionale. Un team di ricercatori guidato da Richard Griffiths dell’Università delle Hawaii a Hilo ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble per ottenere informazioni sufficienti a capire la natura di quello che è stato chiamato Oggetto di Hamilton perché scoperto dall’astronomo Timothy Hamilton. Nel frattempo, una terza immagine della galassia era stata scoperta, visibile in un’altra area del cielo sempre grazie alla lente gravitazionale.

Gli spettri danzanti visti da ASKAP

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Publications of the Astronomical Society of Australia” riporta i primi risultati dell’indagine EMU (Evolutionary Map of the Universe), che ha permesso di scoprire parecchi oggetti e fenomeni. Uno di quei fenomeni è costituito da strane nubi di elettroni che circondano due galassie a circa un miliardo di anni luce dalla Terra. Quest’indagine è stata condotta utilizzando il radiotelescopio ASKAP e ha portato alla catalogazione di circa 220.000 sorgenti tra cui le nubi di elettroni che sono state paragonate a spettri danzanti per la loro curiosa forma.

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Jourrnal Letters” riporta un modello della formazione dei buchi neri supermassicci che spiega la rapida crescita di quelli osservati nell’universo primordiale. Wei-Xiang Feng, Hai-Bo Yu e Yi-Ming Zhong propongono un modello in cui i cosiddetti semi da cui si formano questi giganteschi buchi neri vengono generati da un alone di materia oscura auto-interagente. Secondo questo modello, il collasso che forma il seme viene accelerato dalla materia barionica, quella comune, uno scenario unificato tra i due tipi di materia.