Cosmologia

La galassia NGC1052-DF2 (Immagine NASA, ESA, Z. Shen and P. van Dokkum (Yale University), and S. Danieli (Institute for Advanced Study))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta una misurazione precisa della distanza della galassia NGC1052-DF2 che è stata usata per confermare che è quasi priva di materia oscura, un’anormalia notevole. Un team di ricercatori guidato da Pieter van Dokkum della Yale University ha usato il telescopio spaziale Hubble per osservare le giganti rosse alla periferia di NGC1052-DF2 usandole come “candele standard” sfruttando il fatto che raggiungono tutte lo stesso picco di luminosità. Capire perché in questa galassia vengano rilevati pochissimi degli effetti gravitazionali attribuiti alla materia oscura può offrire nuovi indizi sulla sua natura.

Il radiotelescopio CHIME (Foto cortesia CHIME)

Al 238° meeting della American Astronomical Society (AAS), tenuto nei giorni scorsi, sono stati presentati i risultati delle rilevazioni di lampi radio veloci grazie al radiotelescopio CHIME tra il 25 luglio 2018 e il 1 luglio 2019, il primo anno di ricerca con questo strumento. I ricercatori della collaborazione CHIME hanno rilevato 535 lampi radio veloci che includono 61 lampi da 18 fonti ripetute già conosciute. Il catalogo presentato in quest’occasione espande notevolmente il numero di lampi radio veloci conosciuti offrendo molte nuove informazioni su questi fenomeni ancora misteriosi. Le differenze tra le caratteristiche dei lampi singoli e quelli che si ripetono indicano ancor più di prima che ci sono almeno due meccanismi che li producono.

Immagine di campo profondo (Immagine Dark Energy Survey/DOE/FNAL/DECam/CTIO/NOIRLab/NSF/AURA. Acknowledgments: T.A. Rector (University of Alaska Anchorage/NSF’s NOIRLab), M. Zamani (NSF’s NOIRLab) & D. de Martin (NSF’s NOIRLab))

29 articoli riportano vari aspetti dei risultati di una grande ricerca cosmologica sul più vasto campione di galassie, 226 milioni, mai osservato per produrre le misure più precise della composizione e della crescita dell’universo. Gli oltre 400 scienziati della collaborazione DES (Dark Energy Survey) hanno usato le immagini catturate dalla Dark Energy Camera nei primi tre anni del programma, partito nel 2013, per ricavare risultati. Lo scopo è di migliorare le nostre conoscenze dell’universo, in particolare la natura della materia oscura e dell’energia oscura.

Le probabili galassie di origine dei lampi radio veloci catalogati come FRB 190714 (in alto) e FRB 180924 (in basso)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la localizzazione dell’origine di otto lampi radio veloci rilevati tra il 2017 e il 2020. Un team di ricercatori coordinato dall’Università della California a Santa Cruz ha utilizzato il telescopio spaziale Hubble per compiere questo lavoro applicando un metodo già utilizzato per localizzare l’origine di altri fenomeni cosmici come supernove e lampi gamma. Questo risultato offre nuove informazioni su un fenomeno estremamente energetico come i lampi radio veloci, i quali emettono in un millisecondo una quantità di energia paragonabile a quella che il Sole emette in un anno. I risultati di questo studio sono compatibili con la teoria che li collega alle magnetar.

Rappresentazione artistica dell’espansione dell’universo nel corso della sua storia (Immagine cortesia NAOJ)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta un calcolo della velocità di espansione dell’universo basata sulle supernove di tipo Ia. Un team di ricercatori guidato dalla professoressa Maria Giovanna Dainotti ha usato un campione di 1048 supernove che hanno distanze molto diverse dalla Terra dividendole in gruppi basati sulla loro distanza. I valori ottenuti sono decrescenti partendo dalle supernove più vicine e quelli ottenuti usando le supernove più lontane si avvicinano al valore basato sulla radiazione cosmica di fondo.