Cosmologia

I 118 ammassi galattici del programma CHEX-MATE

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta un riassunto dei lavori del programma CHEX-MATE (Cluster HEritage project with XMM-Newton – Mass Assembly and Thermodynamics at the Endpoint of structure formation) che include uno studio di un campione di 118 ammassi galattici selezionati attentamente. La collaborazione CHEX-MATE ha osservato quegli ammassi galattici con il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA in un programma di osservazioni della durata totale di 3 milioni di secondi.

Un diagramma della NASA della locazione dello strumento PWS e dell'antenna in comune con lo strumento PRA

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio sulle deboli onde di plasma interstellare rilevate dalla sonda spaziale Voyager 1 della NASA. Un team di ricercatori guidato da Stella Koch Ocker della Cornell University ha usato una serie di rilevazioni condotte dalla Voyager 1 mentre ha percorso una distanza totale che è circa dieci volte la distanza media della Terra dal Sole che fornisce un’idea delle caratteristiche del plasma interstellare quando non viene alterato da eventi legati all’attività solare.

Concetto artistico del radiotelescopio LOFAR e del lampo radio veloce FRB 20180916B (Immagine cortesia D. Futselaar / S.P. Tendulkar / ASTRON)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” e uno pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy”, riportano vari aspetti di una ricerca sul lampo radio veloce FRB 20180916B, le cui emissioni includono le frequenze più basse a cui un evento del genere sia stato rilevato finora. Due team di ricercatori con vari membri in comune hanno usato rilevazioni ottenute con il radiotelescopio LOFAR e con la rete VLBI europea per studiare questo lampo radio veloce che è di tipo ripetuto con una periodicità di poco più di 16 giorni. La sua origine è stata individuata in una piccola regione attorno a una stella di neutroni.

L'area attorno al buco nero supermassiccio della galassia M87 in luce polarizzata

Due articoli pubblicati sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riportano diversi aspetti di uno studio che ha portato alla rappresentazione dell’area attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia M87 in luce polarizzata. Gli scienziati della Event Horizon Telescope Collaboration hanno usato dati raccolti nel 2017 per ottenere una nuova immagine che offre nuove informazioni sulla struttura dei campi magnetici attorno al buco nero supermassiccio. Un terzo articolo pubblicato sulla stessa rivista riporta i dettagli delle osservazioni condotte con il radiotelescopio ALMA durante la campagna di osservazioni del 2017.

Diversi valori della costante di Hubble

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta un metodo per misurare la velocità di espansione dell’universo che tiene conto delle differenze tra le supernove di tipo Ia utilizzate. Un team di ricercatori guidato da Nandita Khetan, dottoranda al Gran Sasso Science Institute e associata all’Istituto Nazionele di Fisica Nucleare (INFN) ha proposto un metodo per calibrare le distanze di quelle supernove usando le fluttuazioni di brillanza superficiale (in inglese surface brightness fluctuations, SBF) delle galassie che le ospitano. Il risultato è più vicino a quelli già calcolati con altri metodi rispetto a quello ottenuto senza quella calibrazione. Non risolve il problema dei valori della cosiddetta costante di Hubble molto diversi ma suggerisce la possibilità che il problema sia dovuto a imprecisioni strumentali e che non richieda una nuova fisica.