ESA

La sonda spaziale Solar Orbiter al decollo su un razzo Atlas V (Foto ESA - S. Corvaja)

Poche ore fa la sonda spaziale Solar Orbiter è decollata su un razzo vettore Atlas V da Cape Canaveral. Dopo circa 53 minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e ha iniziato il lungo viaggio che la porterà fino a circa 42 milioni di chilometri dal Sole. Poco dopo ha regolarmente dispiegato i pannelli solari e ha cominciato a comunicare con il centro controllo missione.

Christina Koch, Alexander Skvortsov e Luca Parmitano assistiti dopo l'atterraggio (Immagine NASA TV)

Poco fa gli astronauti Luca Parmitano e Christina Koch e il cosmonauta Alexander Skvortsov sono tornati sulla Terra sulla navicella spaziale Soyuz MS-13, atterrata in Kazakistan. Parmitano e Skvortsov hanno trascorso poco più di 6 mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, dov’erano arrivati il 20 luglio 2019, mentre Christina Koch vi era arrivata il 15 marzo 2019 come parte della Expedition 59 e ha compiuto una missione prolungata.

CHEOPS e Cosmo-SkyMed Seconda Generazione al decollo su un razzo Soyuz (Immagine cortesia Arianespace)

Poche ore fa un razzo vettore Soyuz è stato lanciato dalla base di Kourou, nelle Guiana Francese. Dopo circa 23 minuti il satellite Cosmo-SkyMed Seconda Generazione si è separato con successo dall’ultimo stadio Fregat del razzo. Circa 85 minuti doo il lancio il telescopio spaziale CHEOPS si è separato con successo dall’ultimo stadio Fregat del razzo.

Il satellite COSMO-SkyMed Seconda Generazione è il primo di una costellazione di due satelliti che ha lo scopo di sostituire i quattro satelliti della prima generazione. Si tratta di un sistema di satelliti radar per l’osservazione del territorio frutto di una collaborazione tra Agenzia Spaziale Italiana e Ministero della Difesa.

Il telescopio spaziale CHEOPS (CHaracterising ExOPlanets Satellite) dell’ESA ha lo scopo di studiare esopianeti tramite il metodo del transito, cioè osservando quelli che passano davanti alla loro stella.

Resti di ghiacciai che hanno scolpito il territorio delle Deuteronilus Mensae su Marte

L’ESA ha pubblicato nuove immagini della regione del pianeta Marte chiamata Deuteronilus Mensae catturate dallo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Espress che mostrano un territorio scolpito dai movimenti di ghiacciai che hanno creato formazioni come quelle conosciute come mesa. Si tratta di una regione particolarmente interessante perché già nel decennio scorso sono state scoperte tracce di ghiaccio ancora presente. In passato, in quell’area c’era forse una calotta regionale di cui le Deuteronilus Mensae rappresenta i resti.

La Nirgal Vallis (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato nuove immagini catturate dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express che mostrano la Nirgal Vallis sul pianeta Marte. Si tratta di una valle fluviale che si estende per oltre 700 chilometri, tanto vasta da attraversare le maglie cartografiche Coprates e Margaritifer Sinus. Qualche miliardo di anni fa, quando i fiumi erano pieni d’acqua liquida, probabilmente riempivano il cratere Holden, facendone un lago con un diametro di circa 150 chilometri e una profondità fino a circa 250 metri.