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Collassi di costoni rocciosi e massi che rimbalzano sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko

Alla conferenza EPSC-DPS in corso a Ginevra, in Svizzera, sono state presentate nuove prove che sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko ci sono collassi di costoni rocciosi e massi che rimbalzano sulla superficie. Diversi scienziati hanno esaminato le circa 76.000 fotografie ad alta risoluzione scattate dalla macchina fotografica OSIRIS della sonda spaziale Rosetta dell’ESA per studiare l’attività sulla superficie della cometa nel periodo in cui era attiva.

Tempeste di sabbia osservate vicino alla calotta polare settentrionale di Marte

L’ESA ha pubblicato alcune immagini di tempeste di sabbia avvistate ai bordi della calotta polare settentrionale del pianeta Marte tra il 22 maggio e il 10 giugno 2019. Gli strumenti High Resolution Stereo Camera (HRSC) e Visual Monitoring Camera (VMC) della sonda spaziale Mars Express hanno permesso di osservare almeno otto diverse tempeste che si sono formate e dissipate molto rapidamente per una durata tra uno e tre giorni ciascuna durante la quale si sono spostate verso l’equatore e gli antichi vulcani Olympus Mons ed Elysium Mons. Si tratta di fenomeni locali di breve durata, poca cosa rispetto alla tempesta globale che ha coperto l’intero pianeta l’anno scorso, ma aiutano a capire i processi in atto nell’atmosfera marziana.

La sonda spaziale Trace Gas Orbiter ha rilevato acqua ma non metano su Marte

Due articoli pubblicati sulla rivista “Nature” riportano i principali risultati del primo anno di lavoro della sonda spaziale Trace Gas Orbiter (TGO) di ESA e Roscosmos, parte del programma ExoMars. Un articolo riguarda l’impatto della tempesta globale che ha coperto il pianeta Marte di una coltre di polvere sull’acqua nell’atmosfera mentre l’altro articolo riporta la mancanza di rilevazioni di metano vanificando almeno per ora le speranze di scoprirne l’origine. Un terzo articolo sottoposto alla rivista “Proceedings of the Russian Academy of Science” offre la mappa più dettagliata creata finora del ghiaccio d’acqua e dei minerali idrati presenti immediatamente sotto la superficie del pianeta rosso.

Una conferma indipendente di un picco di metano su Marte

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” riporta una conferma indipendente della rilevazione di un picco di metano sul pianeta Marte, a est del cratere Gale, dove sta operando il Mars Rover Curiosity della NASA, che aveva anch’esso rilevato la presenza di metano. Un team di ricercatori guidato da Marco Giuranna dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) di Roma ha però usato misurazioni dello strumento PFS della sonda spaziale Mars Express dell’ESA per trovare metano. Rilevazioni indipendenti compiute in orbita e al suolo con strumenti ben diversi sono fondamentali nella ricerca perché il metano può essere prodotto da processi biologici ma anche da processi geologici.