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Una conferma indipendente di un picco di metano su Marte

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” riporta una conferma indipendente della rilevazione di un picco di metano sul pianeta Marte, a est del cratere Gale, dove sta operando il Mars Rover Curiosity della NASA, che aveva anch’esso rilevato la presenza di metano. Un team di ricercatori guidato da Marco Giuranna dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) di Roma ha però usato misurazioni dello strumento PFS della sonda spaziale Mars Express dell’ESA per trovare metano. Rilevazioni indipendenti compiute in orbita e al suolo con strumenti ben diversi sono fondamentali nella ricerca perché il metano può essere prodotto da processi biologici ma anche da processi geologici.

Il lander InSight visto dal TGO (Immagine ESA/Roscosmos/CaSSIS, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato una serie di fotografie scattate dalla macchina fotografica CaSSIS della sonda spaziale TGO, parte della missione ExoMars gestita assieme all’agenzia spaziale russa Roscosmos. CaSSIS ha individuato sulla superficie di Marte il lander InSight della NASA assieme allo scudo termico, al guscio posteriore che lo proteggeva durante la discesa e il paracadute. Nel corso della sua missione, CaSSIS ha anche catturato immagini straordinarie di varie aree del pianeta rosso mostrando l’ottimo potenziale per aiutare i ricercatori nei loro studi.

Bacino su Marte che poteva ospitare un lago (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Geophysical Research – Planets” riporta prove geologiche che sul pianeta Marte anticamente c’era un sistema di laghi sotterranei interconnessi e cinque di essi potevano contenere minerali fondamentali per la vita. Un team di ricercatori ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Mars Express dell’ESA per studiare quelli che oggi sono bacini, profondi crateri nell’emisfero settentrionale del pianeta rosso, trovando le prove che anticamente ospitavano laghi.

Tracce di un antichissimo sistema fluviale su Marte

L’ESA ha pubblicato alcune immagini di un antichissimo sistema di canali e valli fluviali vicino a un grande cratere con un diametro di oltre 450 chilometri a nord del grande bacino di Hellas Planitia sul pianeta Marte ottenute grazie allo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express. I segni del passaggio di flussi d’acqua si mescolano con i crateri provocati da impatti avvenuti tra 3,5 e 4 miliardi di anni fa in quell’area dell’emisfero meridionale marziano mostrando i diversi processi che erano in atto quando il pianeta rosso era giovane e molto più simile alla Terra.

GomX-4B (Immagine ESA–G. Porter, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha annunciato il successo della missione del suo nanosatellite GomX-4B nel testare nuove tecnologie miniaturizzate che permettono a satelliti piccolissimi di orientarsi nello spazio grazie a minuscoli propulsori a butano liquido e il sistema di orientamento chiamato “star tracker” per usare strumenti come HyperScout, un sensore ottico iperspettrale. Finora i nanosatelliti di classe CubeSat erano normalmente privi di sistemi di propulsione perciò questo apre una nuova era provando che ci sono casi in cui un satellite grande come una scatola di scarpe può compiere il lavoro che finora era prerogativa di satelliti centinaia di volte più massicci con costi enormemente inferiori.