Galassie

Una galassia ad anello con molte sorgenti di raggi X ultraluminose

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive la rilevazione di una serie di sorgenti di raggi X nell’anello della galassia AM 0644-741. Un team di ricercatrici italiane guidato da Anna Wolter dell’INAF di Brera ha usato osservazioni dell’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA per scoprire quelle sorgenti ultraluminose concludendo che l’anello che le contiene è composto da sistemi binari che includono buchi neri o stelle di neutroni e che l’anello si è formato in seguito a una collisione tra galassie.

Un'antichissima galassia con un forsennato ritmo di formazione stellare

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la mappatura di una galassia conosciuta come COSMOS-AzTEC-1 che ha mostrato caratteristiche peculiari. Un team di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per studiare questa galassia di tipo starburst, una classe in cui c’è una notevole formazione stellare. COSMOS-AzTEC-1 è molto lontana perciò la vediamo com’era 12,4 mliardi di anni fa e molto massiccia e potrebbe essere la progenitrice delle odierne grandi galassie ellittiche perciò questo tipo di ricerca potrebbe fornire nuove informazioni sulla loro evoluzione.

Vista panoramica della Via Lattea (Immagine ESO/S. Brunier)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sulla formazione stellare nella Via Lattea. Secondo Masafumi Noguchi della Tohoku University ci sono stati due periodi di formazione stellare separati da ben 2 miliardi di anni. In sostanza, la nostra galassia ebbe un primo periodo in cui era vitale per poi morire e dopo circa 2 miliardi di anni riprendere a formare stelle in una sorta di seconda vita. Secondo questa teoria, durante quel periodo di morte il gas presente nella Via Lattea si è arricchito di ferro, il motivo per cui stelle come il Sole ne hanno una quantità maggiore rispetto ad altre.

HDUV GOODS-North (Immagine NASA, ESA, P. Oesch (University of Geneva), and M. Montes (University of New South Wales))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Supplement Series” presenta il programma Hubble Deep UV (HDUV) Legacy Survey, un grande panorama della storia evolutiva dell’universo basata su osservazioni compiute con il telescopio spaziale Hubble. Un team di ricercatori ha sfruttato le capacità di rilevazione delle frequenze ultraviolette di Hubble combinandola con osservazioni agli infrarossi e alla luce visibile, anche di altri telescopi, per estendere precedenti indagini con un campo di vista che include circa 15.000 galassie, incluse 12.000 in cui c’è formazione stellare.

Una galassia Hot DOG vista ai raggi X

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la prima osservazione dettagliata ai raggi X di una galassia catalogata come W1835+4355 di un raro tipo perché al suo centro c’è un quasar del tipo Hot DOG (Hot Dust-Obscured Galaxies). Un team guidato da Luca Zappacosta dell’INAF di Roma ha usato dati raccolti dai telescopi spaziali XMM-Newton dell’ESA e NuSTAR della NASA per ottenere le rilevazioni più accurate delle emissioni di raggi X da parte di una galassia Hot DOG. Ciò sarà utile per capire meglio la natura di questo tipo di galassie e l’attività del buco nero supermassiccio al loro centro.