Galassie

Concetto artistico di OJ 287

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca su un blazar, un tipo di nucleo galattico attivo, conosciuto come OJ 287. Un team di ricercatori guidato da Silke Britzen del Max Planck Institute for Radio Astronomy (MPIfR) di Bonn, in Germania, ha studiato questo blazar, che era conosciuto da tempo e aveva lasciato perplessi gli astronomi per le variazioni di luminosità. La causa potrebbe essere nella presenza di due buchi neri oppure da un disco di accrescimento disallineato.

La galassia ESO325-G004 e l'annello di Einstein (Immagine ESO, ESA/Hubble, NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive la più precisa verifica della teoria della relatività generale di Albert Einstein al di fuori della Via Lattea. Un team di ricercatori guidato da Thomas Collett dell’Istituto di Cosmologia e Gravitazione dell’Università britannica di Portsmouth ha usato dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble e dal VLT dell’ESO per osservare un effetto di lente gravitazionale, una delle previsioni relativistiche, creato dalla galassia ESO325-G004. I due strumenti hanno fornito dati separati che, confrontati, hanno confermato la correttezza della teoria.

La galassia 6dFGS gJ215022.2-055059 e il candidato buco nero di massa intermedia

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive la scoperta del miglior candidato trovato finora per un tipo di buco nero che per molto tempo è stato elusivo. Un team di ricercatori guidato da Dacheng Lin dello Space Science Center dell’Università del New Hampshire ha usato osservazioni effettuate da una serie di telescopi per individuare i brillamenti a varie lunghezze d’onda emessi nell’area vicina a un buco nero di massa intermedia mentre stava distruggendo una stella vicina in quello che in gergo viene chiamato evento di distruzione mareale.

Arp 299A e Arp 299B e l'evento di distruzione mareale

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive la scoperta di una stella distrutta da un buco nero supermassiccio in quello che in gergo viene chiamavo evento di distruzione mareale. Un team di astronomi che include Marco Bondi dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) ha usato vari telescopi alla ricerca di supernove in Arp 299, un oggetto generato da due galassie in fase di fusione, ma in un caso hanno finito per accorgersi che il fenomeno in atto non era un’esplosione bensì la distruzione della stella sotto osservazione.

Monossido di carbonio in galassie starburst

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di regioni di formazione stellare dove la percentuale di stelle massicce è molto più elevata rispetto ad altre. Un team di astronomi guidati da Zhi-Yu Zhang dell’Università di Edimburgo ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare quattro antichissime galassie di tipo starburst, cioè dove c’è un’elevata formazione stellare, piene di polvere.