Lune

Concetto artistico dell'esopianeta Kepler-1708 b e della sua luna (Immagine cortesia Helena Valenzuela Widerström)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di una candidata esoluna che è stata catalogata come Kepler-1708 b-i. Un team di ricercatori guidato da David Kipping della Columbia University ha analizzato dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA con lo specifico scopo di cercare possibili lune attorno agli esopianeti scoperti grazie a Kepler. Il gigante gassoso Kepler-1708 b, delle dimensioni di Giove, ha un segnale che indica la possibile presenza di una luna che sarebbe un po’ più piccola del pianeta Nettuno.

Infografica della presenza di vapore acqueo su Europa (Immagine ESA/Hubble, J. da Silva)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” riporta la rilevazione di una presenza stabile di vapore acqueo nell’atmosfera di Europa, una delle lune di Giove. Lorenz Roth del Kth Royal Institute of Technology di Stoccolma, in Svezia, ha usato osservazioni ultraviolette condotte con il telescopio spaziale Hubble tra il 1999 e il 2015 per dedurre la presenza di vapore acqueo. La sua presenza sembra essere persistente solo in un emisfero di Europa, quello opposto alla direzione di moto della luna nella sua orbita.

Il sistema PDS 70 e il particolare del protopianeta PDS 70 c

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sul disco circumplanetario attorno all’esopianeta PDS 70 c. Un team di ricercatori guidato da Myriam Benisty ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare quello che è ancora un protopianeta e il disco di materiali attorno a esso che potrebbero formare delle lune. Secondo le stime, c’è una massa sufficiente a formare fino a tre lune delle dimensioni della Luna terrestre. Questo tipo di studi offre nuove informazioni sia sulla formazione di pianeti, in particolare i giganti gassosi, e delle lune, una delle frontiere che gli astronomi stanno cercando di aprire.

Illustrazione dei possibili processi chimici in atto su Encelado

Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” riporta uno studio sulle condizioni sotto la superficie di Encelado, una delle lune di Saturno, che indicano possibili processi chimici che potrebbero supportare il metabolismo di forme di vita. Un team di ricercatori ha utilizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini per creare un modello dei processi chimici in atto nell’oceano sotterraneo di Encelado concludendo che vi sono possibili reazioni chimiche di ossidoriduzione che possono alimentare il metabolismo di forme di vita.

La capsula della missione Chang'e 5 con i campioni lunari (Immagine cortesia CGTN)

Era notte in Cina quando la capsula che trasportava i campioni lunari prelevati nel corso della missione Chang’e-5 è atterrata nella bandiera (nel senso di contea autonoma della Mongolia interna) di Dorbod (o Siziwang). Il lander con il modulo di ritorno aveva compiuto l’allunaggio il 1 dicembre, aveva trascorso circa due giorni a raccogliere campioni e il modulo di ritorno era decollato per trasportare i campioni in orbita e iniziare il viaggio di ritorno sulla Terra. Personale addetto al recupero ha individuato la capsula, che verrà trasportata in un laboratorio a Pechino, dove cominceranno le operazioni per aprirla senza contaminare i contenuti.