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I lander lunari di Dynetics, SpaceX e Blue Origin / National Team

La NASA ha annunciato la scelta di tre aziende per la progettazione e lo sviluppo di sistemi per l’allunaggio umano per il programma Artemis. Si tratta in sostanza di progetti per un lander lunare tra i quali ne verrà selezionato uno da costruire per la missione che secondo i piani dovrebbe riportare astronauti americani sulla Luna entro il 2024. Le aziende selezionate sono Blue Origin (in realtà primo appaltatore per un gruppo chiamato National Team), Dynetics e SpaceX. Questo stadio dello sviluppo prevede un periodo base di 10 mesi durante i quali le aziende e la NASA lavoreranno assieme ai progetti selezionati. Il valore totale del contratto è di 967 milioni di dollari.

Concetto artistico dell'esopianeta Kepler-1649c e della sua stella (Immagine NASA/Ames Research Center/Daniel Rutter)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta dell’esopianeta Kepler-1649c, che ha dimensioni molto simili a quelle della Terra e orbita nell’area abitabile del suo sistema. Un team di ricercatori guidato da Andrew Vanderburg dell’Università del Texas a Austin ha rianalizzato dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA e successivamente analizzati tramite un software apposito. Un solo esopianeta era stato inizialmente confermato in quel sistema mentre un altro candidato era stato scartato. La verifica umana ha portato invece alla conferma del pianeta che è stato catalogato come Kepler-1649c. Le caratteristiche orbitali dei due pianeti suggeriscono la possibilità che ne esista un terzo, anche se per ora i ricercatori non sono riusciti a trovarne tracce.

Andrew Morgan, Oleg Skripochka e Jessica Meir (Foto NASA)

Poco fa gli astronauti Jessica Meir ed Andrew Morgan e il cosmonauta Oleg Skripochka sono tornati sulla Terra sulla navicella spaziale Soyuz MS-15, atterrata in Kazakistan. I tre hanno trascorso poco più di 6 mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, dov’erano arrivati il 25 settembre 2019 come parte della Expedition 61. Dopo l’atterraggio, sono stati assistiti da personale ridotto con le precauzioni necessarie per evitare rischi di contagio da Covid-19.

La navicella spaziale Soyuz MS-16 attracca alla Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Soyuz MS-16 ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale. Era partita poco più di sei ore prima dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan con a bordo i tre nuovi membri dell’equipaggio Chris Cassidy, Anatoly Ivanishin e Ivan Vagner. Nel periodo precedente a un lancio, è normale per astronauti e cosmonauti rimanere in quarantena. In questo caso essa è stata estesa anche al personale che ha gestito il lancio, con limiti alle persone che hanno potuto essere a Baikonur.

Il cargo spaziale Dragon lascia la Stazione Spaziale Internazionale per concludere la missione CRS-20 (Immagine NASA TV)

Poche ore fa la navicella spaziale Dragon di SpaceX ha concluso la sua missione CRS-20 (Cargo Resupply Service 20) per conto della NASA ammarando senza problemi nell’Oceano Pacifico a poco più di 800 km dalle coste della California. La Dragon aveva lasciato la Stazione Spaziale Internazionale ieri, quando in Italia era pomeriggio. Per SpaceX, si tratta della conclusione del primo contratto con la NASA per trasportare rifornimenti alla Stazione con la prima versione del cargo Dragon.

Poco dopo l’ammaraggio, le navi di SpaceX sono andate a recuperare la Dragon per trasportarla fino alla costa. I carichi riportati sulla Terra verranno consegnati alla NASA entro 48 ore circa. La navicella spaziale Dragon aveva raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale il 9 marzo 2020.