NASA

Plutone

La NASA ha pubblicato nuove immagini del pianeta nano Plutone e di Caronte, la più grande delle sue lune, che riproducono con la maggior fedeltà possibile i loro colori naturali. Quest’elaborazione celebra il terzo anniversario del passaggio ravvicinato della sonda spaziale New Horizons, avvenuta il 14 luglio 2015, ma anche il quarantesimo anniversario della scoperta di Caronte, individuato dall’astronomo James Christy il 22 giugno 1978 e confermato nei giorni sucessivi grazie ad altre osservazioni.

Marte

La NASA ha attivato tutte le possibilità di studio ravvicinato della tempesta globale di polvere che sta interessando il pianeta Marte. Questo tipo di evento si verifica in genere una volta ogni tre o quattro anni marziani (tra sei e otto anni terrestri) ma ancora non è chiaro come una tempesta di polvere che inizia in scala ridotta possa ingrandirsi al punto da avvolgere l’intero pianeta. Le sonde spaziali in orbita stanno studiando in vari modi il fenomeno e il Mars Rover Curiosity sta raccogliendo dati al suolo mentre la situazione del Mars Rover Opportunity è difficile perché non può usare i pannelli solari perciò è entrato in ibernazione.

Titano (Immagine NASA/JPL-Caltech/University of Nantes/University of Arizona)

La NASA ha pubblicato una serie di 6 immagini di Titano, una delle lune del pianeta Saturno, viste agli infrarossi dallo strumento VIMS della sonda spaziale Cassini. Le immagini sono state create combinando osservazioni compiute nell’arco dei 13 anni di missione che sono state elaborate per compensare il fatto che sono state effettuate con una notevole varietà di condizioni di luminosità e angolo di visione da parte di Cassini.

Cerealia Facula nel cratere Occator (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Al meeting Committee on SPAce Research (COSPAR) che viene tenuto questa settimana a Pasadena, scienziati del JPL della NASA stanno presentando le ultime informazioni raccolte dalla sonda spaziale Dawn della NASA sul pianeta nano Cerere. In particolare, c’è attenzione sul cratere Occator, il più celebre grazie alla sua luminosità dovuta alle varie macchie bianche composte di sali al suo interno, ora chiamate faculae. Nei prossimi mesi Dawn terminerà la sua missione ma fino alla fine continuerà a raccogliere dati dall’orbita più bassa, a soli 34-35 chilometri di altitudine.

Schema di Hubble e Gaia al lavoro (Immagine NASA, ESA, and A. Feild (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una nuova misurazione dell’espansione dell’universo. Un team di astronomi guidato dal premio Nobel Adam Riess ha combinato osservazioni effettuate con il telescopio spaziale Hubble e quelle effettuate con la sonda spaziale Gaia dell’ESA, un osservatorio che ha lo scopo specifico di mappare miliardi di oggetti nel cielo tra cui le stelle variabili chiamate variabili cefeidi usate per le misurazioni. I nuovi risultati aumentano la precisione ma anche la discrepanza tra le misure dell’espansione dell’universo vicino e quelle dell’universo primordiale.