NASA

Il cargo spaziale Cygnus Gene Cernan catturato dal braccio robotico Canadarm2 (Immagine NASA TV)

La navicella spaziale Cygnus di Orbital ATK, partita il 12 novembre, ha appena raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale ed è stata catturata dal braccio robotico Canadarm2. L’astronauta Paolo Nespoli, assistito dal collega Randy Bresnik, inizierà fra poco la lenta manovra per spostare Cygnus fino a farla attraccare al nodo Harmony della Stazione dopo circa due ore.

Il cargo spaziale Cygnus al decollo su un razzo Antares (Foto NASA/Bill Ingalls)

Poco fa la navicella spaziale Cygnus di Orbital ATK è decollata su un razzo vettore Antares dal Mid-Atlantic Regional Spaceport (MARS), parte della Wallops Flight Facility (WFF) della NASA sull’isola Wallops. Dopo circa nove minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. È alla sua ottava missione ufficiale, chiamata Orbital-8 o semplicemente Orb-8 ma anche CRS OA-8, di trasporto di rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale per conto della NASA.

Panorama della Vera Rubin Ridge (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS/ASU)

La NASA ha pubblicato una serie di immagini ottenute dal Mars Rover Curiosity nell’area del cratere Gale di Marte chiamata Vera Rubin Ridge create mettendo assieme fotografie scattate usando filtri che permettono agli scienziati della missione di identificare alcuni minerali. Gli strumenti che hanno questa possibilità sono la MastCam (Mast Camera) e la ChemCam (Chemistry and Camera). In quest’occasione, la MastCam ha permesso di evidenziare un ossido di ferro chiamato ematite.

Rappresentazione artistica della coda magnetica di Marte (Immagine Anil Rao/Univ. of Colorado/MAVEN/NASA GSFC)

Nel corso della conferenza dell’American Astronomical Society Division for Planetary Science sono stati presentati i risultati di una ricerca che ha portato alla scoperta che il pianeta Marte ha una coda magnetica, che è stata chiamata in gergo magnetotail, attorcigliata dall’interazione con il vento solare. Un team guidato dalla dottoressa Gina DiBraccio del Goddard Space Flight Center della NASA ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale MAVEN per scoprire questo fenomeno che secondo i ricercatori è legato al processo noto come riconnessione magnetica.

Il cratere Ernutet e i composti organici (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/ASI/INAF/MPS/DLR/IDA)

Nel corso della conferenza dell’American Astronomical Society Division for Planetary Science lo scienziato del SwRI (Southwest Research Institute) Simone Marchi ha illustrato i risultati di uno studio sull’origine dei composti organici scoperti sul pianeta nano Cerere dalla sonda spaziale Dawn della NASA. C’erano vari dubbi sul fatto che si fossero formati su Cerere ma secondo Marchi e il suo team le prove che hanno raccolto indicano che le cose stanno proprio così.