NASA

Esopianeti e sistemi binari (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Astronomical Journal” descrive uno studio sui possibili errori commessi nelle stime della densità degli esopianeti scoperti con il metodo del transito. Elise Furlan del Caltech/IPAC-NExScl e Steve Howell dell’Ames Research Center della NASA hanno analizzato l’effetto della presenza di una seconda stella sulla stima della densità degli esopianeti in quei sistemi concludendo che alcuni in realtà sono meno densi di quanto calcolato.

Giove visto dal telescopio Subaru (Foto NAOJ/NASA/JPL-Caltech)

Due telescopi delle Hawaii sono stati utilizzati per nuove osservazioni del pianeta Giove e in particolare della sua celebre Grande Macchia Rossa. Esse sono state condotte per supportare la missione della sonda spaziale Juno della NASA, che il 10 luglio sorvolerà proprio la gigantesca tempesta gioviana. Il telescopio Gemini Nord è stato usato con speciali filtri all’infrarosso vicino per fruttare specifici colori che possono penetrare l’atmosfera superiore e le nuvole di Giove. Lo strumento COMICS del telescopio Subaru è stato usato con filtri per gli infrarossi medi.

Perseverance Valley (Immagine NASA/JPL-Caltech/Cornell/Arizona State Univ.)

Il Mars Rover Opportunity della NASA sta lavorando in un’antica valle sul versante interno del bordo del cratere Endeavour chiamata “Perseverance Valley” esaminando rocce e girando attorno nell’area per compiere rilevamenti della zona. Secondo i piani, una volta completati questi lavori Opportunity scenderà verso la parte più bassa della valle ma la manovra dovrà essere ancora più prudente del previsto a causa di un problema riscontrato nel sistema di sterzata di una delle ruote.

Spicole solari osservate e simulate (Immagine Nasa-Iris, Università di Oslo, Swedish Solar Telescope)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive una ricerca che offre una spiegazione all’origine delle spicole solari, getti intermittenti di plasma che si propagano dalla cromosfera solare fino alla base della corona a velocità molto elevate. Un team di ricercatori ha creato simulazioni al computer e le ha confrontate con osservazioni effettuate dalla sonda spaziale IRIS della NASA e dallo Swedish Solar Telescope situato alle isole Canarie che hanno confermato la validità dei modelli.