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Concetto artistico di pulsar (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca, presentata anche nei giorni scorsi al meeting della American Astronomical Society, sulla pulsar conosciuta come PSR J1119-6127. Scoperta oltre 16 anni fa, recentemente ha manifestato comportamenti tipici di una magnetar, un diverso tipo di stella di neutroni. Questa stranezza potrebbe aiutare a comprendere il legame tra pulsar e magnetar e l’evoluzione delle stelle di neutroni.

Vista in prospettiva dell'area vicina al bacino Rembrandt confrontata con una foto (Immagine NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington/DLR/Smithsonian Institution.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive la scoperta di una grande vallata sul pianeta Mercurio. Un team di scienziati guidati da Thomas R. Watters del Center for Earth and Planetary Studies allo Smithsonian’s National Air and Space Museum di Washington, D.C. ha usato le mappe topografiche create grazie alla sonda spaziale MESSENGER della NASA per scoprirla. Viene ritenuto un indizio della contrazione del pianeta.

La navicella spaziale Soyuz MS-03 al decollo su un razzo Soyuz (Foto NASA/Bill Ingalls)

Era notte in Italia quando la navicella spaziale Soyuz MS-03 è partita dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan con a bordo Peggy Whitson, Oleg Novitskiy e Thomas Pesquet da trasportare fino alla Stazione Spaziale Internazionale. Si tratta della terza navicella Soyuz della nuova versione ed è stata lanciata ancora una volta nella rotta che impiegherà due giorni per arrivare invece della rotta veloce da sei ore per continuare a testare i nuovi sistemi di bordo.

Illustrazione di OGLE-2015-BLG-1319: in grigio i dati raccolti da telescopi al suolo, in blu quelli raccolti da Swift e in rosso quelli raccolti da Spitzer (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive lo studio di una nana bruna che orbita attorno a una stella di classe K possibile grazie a un evento di microlente gravitazionale. Un team internazionale di astronomi ha utilizzato i telescopi spaziali Spitzer e Swift della NASA per approfittare di quell’evento, catalogato come OGLE-2015-BLG-1319, a una distanza dalla sua stella in cui erano stati trovati così pochi di quegli oggetti da chiamarla deserto delle nane brune.