Pianeti

Blog che parlano di pianet

Un grafico con la zona abitabile conservativa illustrata dalla fascia arancione ed ellissi che illustrano la fascia abitabile estesa proposta da questo studio.

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta i risultati di uno studio sulla zona abitabile che va oltre quella chiamata conservativa perché basata su premesse rigide. L’astrofisico Amri Wandel dell’Università ebraica di Gerusalemme si è concentrato sull’esame delle condizioni esistenti in sistemi di stelle di piccola massa, le nane arancioni, di classe K, e le nane rosse, di classe M. Lo studio ha considerato in particolare i pianeti in rotazione sincrona con le loro stelle.

Amri Wandel ha condotto un’analisi condotta utilizzando modelli climatici in cui viene considerato il trasporto globale del calore, dell’effetto serra e dell’albedo. Tutto ciò l’ha portato a concludere che queste stelle possono ospitare pianeti potenzialmente abitabili da forme di vita simili a quelle terrestri che orbitano fuori dalla zona abitabile conservativa.

Concetto artistico dell'esopianeta PSR J2322-2650b e della pulsar (Immagine NASA, ESA, CSA, Ralf Crawford (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta i risultati dello studio di un esopianeta gigante gassoso catalogato come PSR J2322-2650b che ha un’atmosfera totalmente fuori dal normale composta soprattutto da elio e carbonio. Un team di ricercatori ha utilizzato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb per studiare l’atmosfera di questo esopianeta con una massa simile a quella di Giove distante dalla sua stella solo un centesimo della Terra dal Sole. La stella è una pulsar e ciò aggiunge un ulteriore elemento fuori dal normale a quel sistema. PSR J2322-2650b non può essere spiegato dagli attuali modelli di formazione planetaria.

Alcune viste della roccia Cheyava Falls con i risultati spettroscopici (d) dell'esame do campioni dell'area

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta i risultati dell’analisi dei dati raccolti dal Mars Rover Perseverance della NASA sulla roccia soprannominata Cheyava Falls. Perseverance l’aveva trovata nel 2024 nella Neretva Vallis nel corso del suo viaggio nel cratere Jezero su Marte. Da subito quella roccia aveva suscitato grande interesse perché contiene firme chimiche e strutture che potrebbero essere state generate da antiche forme di vita marziane.

Un team di ricercatori ha confermato i risultati interessanti presentati l’anno scorso e ha concluso che si tratta di potenziali firme biologiche. Ciò significa che costituiscono indizi della possibile presenza di forme di vita marziane nel passato ma servono ulteriori studi per avere risposte certe. Infatti, la presenza di composti organici e minerali ferrosi come vivianite e greigite potrebbe essere dovuta anche a reazioni abiotiche.

A sinistra il sistema di Alpha Centauri visto dal telescopio spaziale James Webb, al centro un particolare delle due stelle principali e a destra un ulteriore ingrandimento che indica il candidato esopianeta indicato come S1.

Due articoli accettati per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riportano diversi aspetti dello studio che ha portato alla possibile scoperta di un pianeta gigante gassoso orbitante attorno alla stella Alpha Centauri A. Vari astronomi hanno usato osservazioni condotte con lo strumento MIRI del telescopio spaziale James Webb per trovare una fonte luminosa le cui caratteristiche la rendono un candidato esopianeta. Le informazioni raccolte suggeriscono che si possa trattare di un pianeta gassoso con dimensioni simili a quelle di Giove anche se la massa potrebbe essere vicina a quella di Saturno. Se confermato, sarebbe l’esopianeta più vicino che orbita attorno a una stella simile al Sole nell’area abitabile del suo sistema.

Arcadia Planitia su Marte

L’ESA ha pubblicato una foto della regione di Arcadia Planitia su Marte catturata dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sua sonda spaziale Mars Express. Si tratta di una regione interessante dal punto di vista geologico perché è a nordovest dai grandi vulcani di Tharsis, i più grandi dell’intero sistema solare, e le tracce di antiche colate di lava sono ancora visibili. Potrebbe risultare importante per l’esplorazione del pianeta rosso se arrivassero conferme della presenza di acqua ghiacciata proprio sotto la superficie.