Pianeti

Rappresentazione artistica del pianeta NGTS-1b e della sua stella (Immagine University of Warwick/Mark Garlick)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la scoperta di un pianeta gigante gassoso del tipo gioviano caldo che orbita attorno alla stella NGTS-1, una nana rossa. Si tratta di una coppia davvero fuori dal normale che contrasta con gli attuali modelli di formazione planetaria. L’esopianeta NGTS-1b è il primo a essere stato scoperto con il nuovo strumento Next Generation Transit Survey (NGTS) installato all’Osservatorio Paranal dell’ESO in Cile.

Aurora al polo nord di Giove (Immagine NASA / ESA / J. Nichols (University of Leicester))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca sulle aurore del pianeta Giove. Un team di ricercatori ha utilizzato i telescopi spaziali XMM-Newton dell’ESA e Chandra della NASA per osservare in particolare le pulsazioni delle aurore gioviane. Lo studio mostra che le aurore pulsano in modo indipendente ai due poli, a differenza di ciò che avviene sulla Terra.

Giove e le sue grandi lune, il sistema di TRAPPIST-1 e il sistema solare (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca sul campo magnetico della stella TRAPPIST-1 e sulle sue possibili conseguenze sui suoi pianeti interni. Secondo un team di ricercatori guidato dall’Istituto di ricerche spaziali (Iwf) dell’Accademia delle scienze austriaca (Öaw) almeno due di quei pianeti potrebbero essere riscaldati dagli effetti di quel campo magnetico al punto di avere una superficie composta da un oceano di magma.

Concetto artistico di esopianta con periodo ultra corto e della sua stella (Immagine NASA’s Goddard Space Flight Center / TESS / MIT / Lincoln Laboratory)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astronomica Journal” descrive la scoperta di un pianeta che orbita attorno a EPIC 228732031, una stella poco più piccola del Sole. Un team di ricercatori ha utilizzato il telescopio spaziale Kepler della NASA per rilevare le tracce dei transiti dell’esopianeta che è stato chiamato EPIC 228732031b. Questo tipo di scoperta è diventato comune ma in questo caso si tratta di una super-Terra la cui orbita è vicinissima alla sua stella, tanto che il suo anno dura solo 8,9 ore.

Rappresentazione artistica della coda magnetica di Marte (Immagine Anil Rao/Univ. of Colorado/MAVEN/NASA GSFC)

Nel corso della conferenza dell’American Astronomical Society Division for Planetary Science sono stati presentati i risultati di una ricerca che ha portato alla scoperta che il pianeta Marte ha una coda magnetica, che è stata chiamata in gergo magnetotail, attorcigliata dall’interazione con il vento solare. Un team guidato dalla dottoressa Gina DiBraccio del Goddard Space Flight Center della NASA ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale MAVEN per scoprire questo fenomeno che secondo i ricercatori è legato al processo noto come riconnessione magnetica.