Pianeti

Il cratere Ernutet e i composti organici (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/ASI/INAF/MPS/DLR/IDA)

Nel corso della conferenza dell’American Astronomical Society Division for Planetary Science lo scienziato del SwRI (Southwest Research Institute) Simone Marchi ha illustrato i risultati di uno studio sull’origine dei composti organici scoperti sul pianeta nano Cerere dalla sonda spaziale Dawn della NASA. C’erano vari dubbi sul fatto che si fossero formati su Cerere ma secondo Marchi e il suo team le prove che hanno raccolto indicano che le cose stanno proprio così.

Particolari degli anelli di Saturno (Immagine NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

Nel corso della conferenza dell’American Astronomical Society Division for Planetary Science sono state presentate alcune delle ultime scoperte riguardanti il pianeta Saturno e i suoi anelli effettuate grazie ai dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini prima di disintegrarsi nell’atmosfera del pianeta il 15 settembre. Alcuni di 1uesti risultati sono stati pubblicati sulla rivista “The Astrophysical Journal”.

Rappresentazione artistica di Haumea col suo anello (Immagine cortesia IAA-CSIC/UHU)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di un anello attorno al pianeta nano Haumea. Un team guidato da astronomi dell’Instituto de Astrofísica de Andalucía (IAA-CSIC), in Spagna, che include ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) ha utilizzato osservazioni di parecchi telescopi per scoprire l’anello, il primo individuato attorno a un oggetto transnettuniano, e per ottenere stime migliori di altre caratteristiche di Haumea.

Il bacino di Eridania (Immagine NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive la scoperta di prove dell’esistenza di antichissimi depositi idrotermali su un fondo marino nella regione di Eridania su Marte. Un team di ricercatori ha studiato dati raccolti dalla sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA per ricostruire la presenza di massicci depositi in un bacino nell’emisfero meridionale del pianeta rosso. Si tratta di un tipo di ambiente favorevole alla nascita di forme di vita, simile a quello in cui secondo vari scienziati è nata la vita sulla Terra.

L'area di Plutone con le lame ghiacciate (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” descrive una ricerca che offre una spiegazione per l’origine delle lame di ghiaccio alte decine di metri scoperte su Plutone. Secondo un team di ricercatori guidato da Jeffrey Moore, uno degli scienziati della missione New Horizons della NASA, quelle lame sono originate con il congelamento e la successiva erosione del metano alle altitutini più elevate del pianeta nano, con un processo analogo a quello che avviene sulla Terra, ad esempio sulle Ande, ma con dimensioni molto maggiori.