Pianeti

La grande macchia bianca al centro del cratere Occator (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/PSI/LPI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomical Journal” descrive una ricerca che fornisce una datazione alla grande macchia bianca nel cratere Occator del pianeta nano Cerere. Un team di ricercatori guidati da Andreas Nathues del Max Planck Institute for Solar System Research (MPS) di Gottinga, in Germania, ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Dawn della NASA per analizzare l’interno di Occator concludendo che la macchia bianca ha 4 milioni di anni, 30 milioni in meno del cratere.

Le Kasei Valles (Foto ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato nuove fotografie del sistema di canali delle Kasei Valles su Marte catturate dallo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express. I dati raccolti indicano che le Kasei Valles sono state generate da una serie di alluvioni giganti e non da un flusso continuo di acqua sulla superficie. Oggi questo sistema di canali è uno dei più grandi di Marte e si estende per 3.000 chilometri da Echus Chasma, vicino alle Valles Marineris, fino a Chryse Planitia.

Disco protoplanetario con la trappola di polvere indicata come un anello brillante (Immagine Jean-Francois Gonzalez)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca che offre una spiegazione a uno degli ultimi misteri esistenti riguardo alla formazione dei pianeti. Un team internazionale di ricercatori ha condotto una serie di simulazioni che mostrano che nel disco protoplanetario che ruota attorno a una giovane stella si formano trappole di polvere che accelerano l’aggregazione di frammenti delle dimensioni di sassi nei blocchi da cui nascono i pianeti.

Un flusso di lava solidificata sul bordo di un cratere nella regione vulcanica di Elysium (Foto NASA HiRISE image, David Susko, LSU)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” descrive una ricerca su Elysium Planitia, una regione vulcanica vicina all’equatore di Marte. Un team di ricercatori della Louisiana State University guidati da David Susko hanno usato dati raccolti dalle sonde spaziali Mars Global Surveyor (MGS), Mars Odyssey Orbiter e Mars Reconnaissance Orbiter per studiare il mantello marziano trovando alcune similitudini con quello terrestre e tracce di attività vulcanica recente.

Concetto artistico dei pianeti del sistema TRAPPIST-1 (Immagine NASA/JPL-Caltech)

La NASA ha tenuto una conferenza stampa per comunicare nuovi risultati nelle ricerche sul sistema della stella TRAPPIST-1. Questi risultati sono stato anche descritti in un articolo pubblicato sulla rivista “Nature”. Utilizzando dati raccolti dal telescopio Spitzer della NASA, un team di ricercatori guidato da Michaël Gillon dell’Istituto di ricerca Space sciences ha confermato l’esistenza di ben 7 pianeti in questo sistema, tutti rocciosi. Potenzialmente, almeno in qualche regione di tutti quei pianeti potrebbe esserci acqua liquida.