Pianeti

Il cratere triplo nella regione di Terra Sirenum su Marte (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato alcune nuove fotografie scattate dalla sonda spaziale Mars Express che mostrano un curioso cratere nella regione di Terra Sirenum su Marte. Si tratta di un cratere dalla forma allungata avendo una lunghezza di circa 45 chilometri e una larghezza di circa 24 chilometri. Probabilmente è il frutto dell’impatto di un asteroide che si è spezzato in tre parti quand’era ancora sopra la superficie provocando il triplo impatto di frammenti ancora molto vicini. I depositi sedimentari sul fondo del cratere suggeriscono che anticamente esisteva acqua in quella regione di Marte.

Concetto artistico del pianeta GJ 1132b e della sua stella (Immagine cortesia MPIA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive una ricerca sull’esopianeta GJ 1132b. Un team guidato dal dottor John Southworth della Keele University e dall’associato INAF Luigi Mancini ha usato il telescopio da 2,2 metri ESO/MPG in Cile per studiare direttamente questa super-Terra durante il transito di fronte alla sua stella e rilevarne la sua atmosfera. Si tratta della prima prova diretta dell’esistenza di atmosfera per un pianeta di dimensioni simili alla Terra, anche se potrebbe essere molto più simile a Venere.

Il sistema HD 169142 (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/ Fedele et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy&Astrophysics” descrive la scoperta delle tracce di due pianeti che si stanno formando nel giovane sistema HD 169142. Un team di ricercatori guidato da Davide Fedele dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Firenze ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per studiare il disco di gas e polvere che circonda la giovane stella individuando anelli vuoti compatibili con la formazione di pianeti simili a Giove.

Concetto artistico del confronto tra Marte com'è oggi e com'era 4 miliardi di anni fa (Immagine NASA’s Goddard Space Flight Center)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive una ricerca sull’atmosfera del pianeta Marte che indica il vento e le radiazioni solari come principali responsabili del fatto che oggi quell’atmosfera sia così sottile. Un team guidato da Bruce Jakosky, principale investigatore della missione della sonda spaziale MAVEN della NASA, ha esaminato le misurazioni dei gas presenti stimando ad esempio che il 65% dell’argo presente in origine è andato perduto nello spazio. Questa ricerca conferma quella pubblicata nel novembre 2015.

Arsia Mons (Immagine NASA/JPL/USGS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Earth and Planetary Science Letters” descrive una ricerca sull’Arsia Mons, un vulcano del pianeta Marte. Un team guidato da Jacob Richardson del Goddard Space Flight Center della NASA ha esaminato immagini ad alta risoluzione scattate dalla sonda spaziale MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) per stabilire che l’Arsia Mons ebbe un picco di attività circa 150 milioni di anni fa e che la sua ultima attività terminò probabilmente circa 50 milioni di anni fa.