Pianeti

Il pianeta nano Makemake visto dal telescopio spaziale Hubble con la sua luna indicata dalla freccia (Immagine NASA, ESA, and A. Parker and M. Buie (SwRI))

Il telescopio spaziale Hubble ha permesso di individuare una luna del pianeta nano Makemake. Per il momento essa è stata chiamata semplicemente S/2015 (136472) e soprannominata MK2 e si tratta di una piccola luna con un diametro stimato attorno ai 160 chilometri. La scoperta è arrivata da osservazioni effettuate nell’aprile 2015 utilizzando lo strumento Wide Field Camera 3 di Hubble.

Concetto artistico della sonda spaziale Venus Express durante una manovra di aerobraking (Immagine ESA–C. Carreau)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Physics” descrive un’analisi dei dati raccolti dalla sonda spaziale Venus Express dell’ESA durante la fase finale della sua missione. Dopo circa otto anni trascorsi in orbita attorno al pianeta Venere, nel corso del 2014 venne fatta scendere sempre più in basso nell’atmosfera, dove ha raccolto molti nuovi dati prima di finire distrutta. Ciò ha permesso ad esempio di scoprire le temperature straordinariamente basse di alcune onde atmosferiche di circa -157° Celsius di media.

Il cratere Haulani su Cerere (Foto NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

La NASA ha pubblicato nuove fotografie di vari crateri sul pianeta nano Cerere scattate dalla sua sonda spaziale Dawn, attualmente nella sua orbita più bassa a 385 chilometri di altitudine. Da lì Dawn sta effettuando la mappatura più dettagliata di Cerere e sta fornendo dettagli davvero interessanti di crateri che avevano già suscitato l’attenzione degli scienziati come Haulani e Oxo.

Le variazioni di luminosità sul pianeta 55 Cancri e (Immagine NASA/JPL-Caltech/University of Cambridge)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca che ha permesso di mappare il clima sull’esopianeta 55 Cancri e. Si tratta di un pianeta già ben conosciuto per i tanti studi effettuati negli ultimi anni, in questo caso il telescopio spaziale Spitzer è stato utilizzato per cercare di farsi un’idea migliore delle temperature esistenti sulla superficie di questa super-Terra. Esse possono raggiungere livelli estremi, stimati tra i 1.400 e i 2.700 Kelvin.

Il disco attorno a TW Hydrae e nel riquadro l'area più interna, delle dimensioni dell'orbita terrestre (Immagine S. Andrews (Harvard-Smithsonian CfA), ALMA (ESO/NAOJ/NRAO))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca su un protopianeta in fase di formazione nel sistema della stella TW Hydrae. Utilizzando il radiotelescopio ALMA, un team guidato da Sean Andrews dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics a Cambridge, Massachusetts ha ottenuto la migliore immagine di un disco protoplanetario prodotta finora.