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Rappresentazione artistica del lampo gamma GRB221009A con i getti relativistici provenienti dal buco nero al centro (Immagine cortesia Aaron M. Geller / Northwestern / CIERA / IT Research Computing and Data Services)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio sul lampo gamma catalogato come GRB221009A, il più brillante mai rilevato, che conferma che è stato causato dal collasso di una stella massiccia, che successivamente è esplosa in una supernova. Un team di ricercatori guidati dalla Northwestern University ha usato dati raccolti con il telescopio spaziale James Webb e con il radiotelescopio ALMA per ottenere le informazioni necessarie a supportare le loro conclusioni. Rimane il mistero dell’assenza di tracce della generazione di elementi pesanti come platino e oro, che pensavano potessero essere associati a supernove che portano a lampi gamma molto potenti.

La nebulosa NGC 6164/6165 che circonda il sistema HD 148937 vista dal VLT Survey Telescope (Immagine ESO/VPHAS+ team. Acknowledgement: CASU)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta uno studio sul sistema HD 148937, un sistema binario circondato da una doppia nebulosa conosciuta come NGC 6164/6165. Un team di ricercatori ha usato gli strumenti PIONIER e GRAVITY montati sull’interferometro del VLT (VLTI) dell’ESO in Cile e dati dell’archivio dello strumento FEROS all’Osservatorio di La Silla, anch’esso dell’ESO in Cile, per raccogliere i dati necessari a concludere che in origine si trattava almeno di un sistema triplo e a un certo punto due delle stelle si sono fuse. Si è trattato di un evento violento che ha creato la nube di materiali attorno al sistema.

La galassia M82 nella vista di Hubble sulla sinistra e l'area di intensissima formazione stellare vista da Webb sulla destra

Un articolo sottoposto per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio dell’eccezionale ritmo di formazione stellare nella galassia M82. Un team di ricercatori guidato da Alberto Bolatto dell’Università del Maryland a College Park, ha usato il telescopio spaziale James Webb per mappare i potenti venti galattici che espellono vaste quantità di gas a causa della formazione stellare e di esplosioni di supernove.

Lo strumento NIRCam è quello usato in particolare per tracciare l’origine di quell’attività fino a densi ammassi stellari nel disco galattico. Questo nuovo studio di M82 offre progressi nella comprensione della formazione stellare e di come quest’attività stia influenzando la galassia.

Una nube protostellare (Immagine ESA/Webb, NASA, CSA, W. Rocha et al. (Leiden University))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la scoperta di varie molecole organiche complesse come l’etanolo tra i materiali ghiacciati che circondano due protostelle. Un team di ricercatori ha usato lo strumento MIRI (Mid-Infrared Instrument) del telescopio spaziale James Webb per identificare composti organici ghiacciati attorno alla protostella di piccola massa NGC 1333 IRAS 2A, o semplicemente IRAS 2A, e della protostella di massa elevata IRAS 23385+6053, o semplicemente IRAS 23385. Varie molecole costituiscono mattoni per forme di vita simili a quelle terrestri che potrebbero “seminare” pianeti ancora in fase di formazione.

Alcuni dei sistemi osservati con il VLT e qui rappresentati non in scala per apparire con dimensioni simili.

Tre articoli pubblicati sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riportano diversi aspetti di un grande studio di 86 dischi protoplanetari localizzati in tre diverse regioni della Via Lattea. Team di ricercatori con diversi membri in comune hanno usato lo strumento SPHERE montato sul Very Large Telescope (VLT) dell’ESO in Cile all’interno dei programmi di osservazione GTO e DESTINYS. I risultati offrono un tesoro di informazioni sulla formazione planetaria nel vicinato cosmico che potrebbero portare a progressi nei modelli attuali e aiutare nuovi studi mirati.