Stelle

Concetto artistico del superbrillamento nel sistema V1355 Orionis (Immagine cortesia National Astronomical Observatory of Japan)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la rilevazione di un superbrillamento nel sistema V1355 Orionis, una coppia di stelle del tipo variabile RS Canum Venaticorum, caratterizzata dalla presenza di una stella più massiccia ed evoluta della compagna. Un team di ricercatori ha usato telescopio spaziali e al suolo per monitorare l’attività del sistema V1355 Orionis, conosciuto per le potenti eruzioni. Ciò ha permesso di ottenere osservazioni continue di questo fenomeno, che è stato generato da un processo chiamato eruzione di prominenza. Questo studio offre nuove informazioni su questi fenomeni stellari che avvengono anche sul Sole, sebbene con forza molto più ridotta.

La galassia Arp 220 vista dal telescopio spaziale James Webb

Un’immagine (NASA, ESA, CSA, STScI. Elaborazione: Alyssa Pagan (STScI)) catturata dal telescopio spaziale James Webb ritrae Arp 220, una galassia che è il risultato, ancora non del tutto completato, di una fusione galattica. Intensi processi sono in atto all’interno di questa nuova galassia come conseguenza, a cominciare da una notevole attività di formazione stellare. Le emissioni di raggi X rilevate da altri strumenti suggeriscono la presenza di un nucleo galattico attivo. Si tratta di attività legate alla sua natura di galassia ultraluminosa all’infrarosso le cui emissioni hanno permesso a Webb di cogliere molti nuovi dettagli.

I resti di supernova Cassiopeia A visti dal telescopio spaziale James Webb

Un’immagine dei resti di supernova Cassiopeia A (NASA, ESA, CSA, D. Milisavljevic (Purdue University), T. Temim (Princeton University), I. De Looze (UGent), J. DePasquale (STScI)), o semplicemente Cas A, catturata dal telescopio spaziale James Webb mostra dettagli mai visti prima delle strutture presenti tra i materiali che circondano ciò che rimane della stella progenitrice. Si tratta di dettagli utili agli astronomi per ricostruire i processi che avvengono nelle ultime fasi di vita di una stella massiccia e le conseguenze di una supernova. Elementi generati dalla stella vengono sparsi nello spazio, inclusa della polvere cosmica in quantità che potrebbero spiegarne l’abbondanza scoperta in galassie primordiali.

Il telescopio spaziale Hubble ha osservato la galassia Z 229-15 e la sua peculiare combinazione di caratteristiche

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia Z 229-15. Una combinazione degli strumenti Advanced Camera for Surveys (ACS) e Wide Field Camera 3 (WFC3) con tre filtri diversi è stata usata per ottenere osservazioni che includono emissioni ultraviolette, ottiche e nell’infrarosso vicino. Z 229-15 è una galassia che sfugge a semplici criteri di classificazione perché ha un insieme di caratteristiche che non si trovano normalmente assieme. Il risultato è che corrisponde a diverse definizioni mostrando come a volte classi e sottoclassi di galassie non hanno confini precisi ma ci possono essere intersezioni che rendono valide diverse classificazioni.

Gli anelli di polvere generati dal lampo gamma GRB221009A visti dal telescopio spaziale XMM-Newton (Immagine ESA/XMM-Newton/M. Rigoselli (INAF))

Un numero speciale della rivista “The Astrophysical Journal Letters” è dedicato al lampo gamma catalogato come GRB221009A, indicato fin dalle prime stime delle sue caratteristiche come il lampo gamma del secolo. Diversi team di ricercatori hanno condotto vari tipi di analisi dei dati raccolti da molti strumenti che hanno rilevato in parecchie bande elettromagnetiche le emissioni provenienti da GRB221009A e dal cosiddetto afterglow, cioè i residui delle sue emissioni. L’enorme mole di dati indica che si tratta del più potente lampo gamma mai osservato e offre nuove informazioni su questi fenomeni estremamente energetici. In questo caso, si è trattato di un lampo gamma lungo, probabilmente generato dal collasso del nucleo di una stella massiccia e dalla successiva nascita di un buco nero.