Stelle

Il sistema Elias 2-27 visto da ALMA

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” e uno sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters”, riportano vari aspetti di uno studio del disco protoplanetario che circonda la giovane stella Elias 2-27. Due team di ricercatori con vari membri in comune e Teresa Paneque Carreño come investigatore principale hanno usato il radiotelescopio ALMA per studiare quel sistema stellare in fase di formazione. In particolare, hanno studiato le perturbazioni gravitazionali che hanno generato i bracci di spirale nel disco. Si tratta di un passo avanti nella comprensione dei meccanismi di formazione di nuovi pianeti.

Betelgeuse vista dallo strumento SPHERE

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta uno studio sull’affievolimento della stella Betelgeuse avvenuto tra la fine del 2019 e il primo trimestre del 2020 che aveva fatto pensare che la sua esplosione in supernova fosse imminente. Un team di ricercatori guidato da Miguel Montargès della Katholieke Universiteit Leuven, in Belgio, ha usato il VLT dell’ESO per ottenere nel dicembre 2019 immagini di Betelgeuse da confrontare con una del gennaio 2019 e con altre immagini sucessive. I risultati confermano quelli di uno studio precedente concludendo che una gigantesca massa di plasma caldissimo si è sollevata dalla superficie di Betelgeuse. Il plasma si è allontanato, raffreddandosi e trasformandosi in polvere che ha coperto pare della stella riducendone la luminosità fino a un terzo del normale.

Alcune delle galassie osservate nel progetto PHANGS

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal Supplement” presenta l’indagine PHANGS-ALMA con la mappatura di circa 100.000 culle stellari in 90 galassie nell’universo vicino. Un team di ricercatori ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per mappare nubi molecolari di gas e polveri in cui ci sono le condizioni adatte alla formazione di nuove stelle. I risultati di quest’indagine sono stati presentati al 238° meeting della American Astronomical Society tenuto nei giorni scorsi.

Il getto emesso dalla protostella Cep A HW2 visto dal VLA (Immagine Carrasco-Gonzalez et al., Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sulla protostella massiccia Cep A HW2 e in particolare sui getti di materiali da essa espulsi. Un team di ricercatori ha utilizato il VLA per catturare le migliore immagini ottenute finora di una protostella che alla fine della sua formazione sarà probabilmente circa 10 volte più massiccia del Sole. I dettagli dei getti espulsi indicano che hanno un’origine vicina alla stella che ha un ampio angolo per poi assottigliarsi quando la distanza aumenta, un processo chiamato collimazione. In protostelle di massa inferiore la collimazione dei getti avviene molto più vicino alla loro superficie. Capire il motivo di questa differenza aiuterà a capire meglio i processi di formazione stellare.

La galassia NGC 2276 (Immagine ESA/Hubble & NASA, P. Sell. Acknowledgement: L. Shatz)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia NGC 2276. Si tratta di una galassia a spirale che mostra alcune peculiarità dato che la sua forma risulta un po’ distorta e i colori che indicano la distribuzione delle stelle al suo interno ne rivelano una certa irregolarità. Il motivo di tutto ciò è l’interazione con una vicina, la galassia NGC 2300, la cui forza di gravità ha distorto alcuni dei bracci della spirale di NGC 2276. Un’altra interazione coinvolge anche il gas intergalattico che si trova nell’ammasso che include queste due galassie, che è si è scontrato con NGC 2276 innescando un elevato livello di formazione stellare su un lato esterno di questa galassia.