Stelle

Concetto artistico di Kelt-9b con la sua stella sullo sfondo (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center/Chris Smith (USRA))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta uno studio sulle caratteristiche dell’orbita dell’esopianeta KELT-9b, un gioviano ultracaldo molto vicino alla propria stella. Un team di ricercatori guidato da John Ahlers dell’Exoplanets and Stellar Astrophysics Laboratory del Goddard Space Flight Center della NASA ha usato dati raccolti dal telescopio spaziale TESS della NASA per creare un modello dell’interazione tra stella ed esopianeta che hanno permesso di capire meglio le caratteristiche peculiari della stella e quelle estreme di KELT-9b. Ad esempio, è risultato che la stella ruota su se stessa a una velocità tale da schiacciarla ai poli rendendoli più caldi e l’esopianeta orbita attorno a quei poli con la conseguenza che ha due estati quando vi passa sopra mentre ha due inverni quando passa sopra l’equatore della stella.

Concetto artistico di stella variabile blu luminosa (ESO/L. Calçada)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta la misteriosa sparizione di una stella massiccia del tipo variabile blu luminosa nella galassia nana Kinman. Un team di ricercatori guidato da Andrew Allan del Trinity College di Dublino, in Irlanda, ha rilevato la sparizione di quella stella usando il Very Large Telescope (VLT) dell’ESO in Cile. Ulteriori osservazioni e ricerche di dati d’archivio per cercare di capire meglio gli eventi hanno portato a ritenere che le possibilità più probabili siano una trasformazione che ha portato a un forte calo di luminosità, forse ulteriormente diminuita a causa di polveri che l’hanno coperta, e il collasso diretto in un buco nero senza l’esplosione in supernova.

La nova simbiotica V407 Cygni vista dall'EVN

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy&Astrophysics” riporta uno studio di V407 Cygni, la prima nova gamma conosciuta, scoperta nel 2010. Un team di ricercatori guidato da Marcello Giroletti dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato dati raccolti usando lo European VLBI Network (EVN) nel corso di 16 periodi diversi per monitorare le emissioni radio di quella che è una nova simbiotica. Il risultato è stata la scoperta di onde d’urto generate dall’esplosione di materiali accumulati sulla superficie della nana bianca che forma una coppia assieme a una gigante rossa a cui li ruba.

HBC 672 vista da Hubble (Immagine NASA, ESA, and STScI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta osservazioni ripetute in momenti diversi con il telescopio spaziale Hubble della stella HBC 672 e del movimento dell’ombra proiettata dal suo disco protoplanetario su una nube interstellare. Un team di ricercatori guidato da Klaus Pontoppidan dello Space Telescope Science Institute (STScI) ha confrontato le posizioni dell’ombra nel corso di 13 mesi notandone il movimento, che ha un effetto visivo simile a un battito d’ali dato che la sua forma le richiama al punto che la stella e il suo disco protoplanetario sono stati soprannominati Ombra del Pipistrello. Potrebbe trattarsi di un pianeta che si sta formando e che sta distorcendo il disco.

Rappresentazione artistica dell'evento GW190814

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sull’origine delle onde gravitazionali rilevate nell’evento catalogato come GW190814 avvenuto il 14 agosto 2019 in cui un buco nero con una massa circa 23 volte quella del Sole si è fuso con un oggetto con una massa circa 2,6 volte quella del Sole la cui natura è incerta. Gli scienziati delle collaborazioni LIGO e Virgo hanno analizzato i dati rilevati dalla rete di interferometri che hanno registrato le onde gravitazionali emesse da quell’evento. Il problema è che la massa dell’oggetto meno massiccio è all’interno di un intervallo in cui non è al momento possibile dire se un oggetto compatto sia una stella di neutroni o un buco nero.