Stelle

L'area con il sistema 2MASS J18082002-5104378 nel riquadro (Immagine cortesia ESO/Beletsky/DSS1 + DSS2 + 2MASS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive la scoperta di una piccola stella la cui età è stata stimata attorno ai 13,5 miliardi di anni, rendendola una delle stelle più antiche dell’universo. Un team di astronomi ha studiato la stella conosciuta solo come 2MASS J18082002-5104378 B, la cui massa è solo il 14% di quella del Sole, e in particolare la sua composizione scoprendo il bassissimo contenuto di metalli. La conclusione è che è stata formata quasi completamente da materiali che creati dopo il Big Bang.

Concetto artistico del telescopio spaziale Kepler con alcuni dei sistemi osservati (Immagine NASA)

La NASA ha annunciato la fine della missione del suo telescopio spaziale Kepler dopo che ha esaurito il propellente necessario a orientarlo verso le varie aree del cielo da osservare. Quest’evento non è una sorpresa perché già nell’agosto 2018 erano iniziati i problemi ai propulsori di manovra dovuti alla scarsità dell’idrazina usata come propellente. Ora è stato “parcheggiato” nella sua orbita eliocentrica in cui gira attorno al Sole ed essendo un’orbita stabile continuerà a farlo per un tempo molto lungo.

IC 63 (Immagine ESA/Hubble, NASA)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra una nebulosa conosciuta come IC 63 e soprannominata la Nebulosa Fantasma o il Fantasma di Cassiopea per l’aspetto spettrale generato dalle trasparenze nei gas e polveri presenti al suo interno. Ha un aspetto adatto per i prossimi festeggiamenti di Halloween ma non durerà per sempre perché una stella chiamata Gamma Cassiopeiae sta lentamente spazzando via quel gas con le sue potenti emissioni.

NGC 2467 vista da FORS2 (Immagine ESO)

L’ESO ha pubblicato una fotografia della nebulosa NGC 2467, conosciuta anche come Nebulosa Teschio, scattata usando lo strumento FORS2 montato sul VLT in Cile. Si tratta di un’incubatrice stellare dato che contiene molto gas che sta ancora formando una serie di nuove stelle e di conseguenza vede una predominanza di stelle giovani, spesso massicce. La fotografia è stata scattata all’interno del programma Gemme Cosmiche dell’ESO, che ha anche uno scopo didattico.

Un nuovo studio della più giovane pulsar scoperta nella Via Lattea

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive lo studio di una pulsar catalogata come PSR J1846-0258 trovata tra i resti di una supernova chiamati Kes 75. Un team di ricercatori ha utilizzato informazioni raccolte con l’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA tra il 2000 e il 2016 per studiare le caratteristiche della pulsar. Hanno confermato che è la più giovane scoperta nella Via Lattea e potrebbe aiutare a capire meglio quel tipo di oggetti, anche perché hanno scoperto una pulsar wind nebula, una nube di gas attorno ad essa creata grazie a una rotazione e a un campo magnetico molto elevati.