Stelle

CK Vul

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive la scoperta di molecole di monofluoruro di alluminio (AlF) contenenti alluminio-26, un isotopo radioattivo di quest’elemento, nello spazio interstellare. Un team di astronomi ha utilizzato i radiotelescopi ALMA e NOEMA per rintracciare le sue origini nella stella variabile CK Vulpeculae (CK Vul), il risultato della fusione tra due stelle osservata dalla Terra tra il 1670 e il 1672 e chiamata Nova Vulpecola 1670. Si tratta della prima osservazione dell’alluminio-26 che porta all’identificazione della sua origine, avvenuta in un evento molto raro.

Impressione artistica di Sagittarius A* ed S2

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive una verifica di un fenomeno previsto dalla teoria della relatività generale di Albert Einstein. Gli scienziati della collaborazione GRAVITY hanno usato osservazioni condotte con il Very Large Telescope (VLT) dell’ESO in Cile per osservare gli effetti del moto di una stella chiamata S2 mentre passa attraverso il campo gravitazionale estremo vicino al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea.

Schema di Hubble e Gaia al lavoro (Immagine NASA, ESA, and A. Feild (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una nuova misurazione dell’espansione dell’universo. Un team di astronomi guidato dal premio Nobel Adam Riess ha combinato osservazioni effettuate con il telescopio spaziale Hubble e quelle effettuate con la sonda spaziale Gaia dell’ESA, un osservatorio che ha lo scopo specifico di mappare miliardi di oggetti nel cielo tra cui le stelle variabili chiamate variabili cefeidi usate per le misurazioni. I nuovi risultati aumentano la precisione ma anche la discrepanza tra le misure dell’espansione dell’universo vicino e quelle dell’universo primordiale.

Rappresentazione artistica della Via Lattea e della galassia nana Sausage (Immagine cortesia V. Belokurov (Cambridge, UK); Based on image by ESO/Juan Carlos Muñoz)

Una serie di articoli pubblicati sulle riviste “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” e “The Astrophysical Journal Letters” o sul sito arXiv descrivono vari aspetti di uno studio sulle conseguenze della fusione tra la Via Lattea e una galassia nana soprannominata Sausage. Un team di astronomi ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA per ricostruire quell’evento risalente a 8-10 miliardi di anni fa che ha profondamente influenzato la Via Lattea.

Il sistema di Eta Carinae (Immagine NASA, ESA, and the Hubble SM4 ERO Team)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca sul sistema di Eta Carinae, formato da due stelle giganti blu con una luminosità complessiva milioni di volte quella del Sole. Un team guidato dall’astrofisico Kenji Hamaguchi del Goddard Space Flight Center della NASA ha usato osservazioni effettuate con il telescopio NuSTAR tra il marzo 2014 e il giugno 2016 e di altri telescopi spaziali per concludere che probabilmente le due stelle stanno accelerando particelle ad altissima energia e che alcune raggiungeranno la Terra sotto forma di raggi cosmici.