Stelle

Concetto artistico di PSR J2215+5135 che irradia la compagna (Immagine cortesia G. Pérez-Díaz/IAC)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive lo studio di una pulsar catalogata come PSR J2215+5135 che è estrema anche per questa categoria di oggetti. Un team di ricercatori dell’Universitat Politècnica de Catalunya (UPC) e del Canary Islands Institute of Astrophysics (IAC) ha impiegato un metodo innovativo per misurare la massa di una delle più massicce stelle di neutroni scoperte, stimata in 2,3 volte quella del Sole. Si tratta di un metodo che potrà essere usato anche con altri oggetti.

Illustrazione di PSR B1957+20 e della sua compagna

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive un’osservazione a elevata risoluzione di una pulsar catalogata come PSR B1957+20. Un team di astronomi ha usato dati raccolti usando il radiotelescopio di Arecibo ottenendo uno dei migliori risultati della storia dell’astronomia grazie alla presenza di una scia di plasma lasciato da una nana bruna, una compagna della pulsar in un sistema binario. Secondo gli astronomi l’effetto di lente generato suggerisce che sia anche la causa dei lampi radio veloci.

Orione A (Immagine cortesia NSF/S. Kong, J. Feddersen, H. Arce & CARMA-NRO Orion Survey team)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Supplement Series” descrive i risultati della CARMA-NRO Orion Survey, una mappatura ad alta risoluzione della nube molecolare chiamata Orione A, una delle due gigantesche nubi molecolari nel complesso nebuloso molecolare di Orione. Un team di astronomi ha combinato le osservazioni dei radiotelescopio CARMA e NRO per mappare le stelle ma anche i movimenti del gas all’interno della nube.

La Nebulosa Formica (Immagine NASA, ESA and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA))

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la scoperta di emissioni laser nella Nebulosa Formica. Un team di astronomi ha usato osservazioni effettuate con l’osservatorio spaziale Herschel dell’ESA per rilevare un fenomeno molto raro collegato alla morte di una stella. Esso suggerisce la presenza di un sistema stellare binario nel cuore della nebulosa.

L'ammasso galattico MACS J1149.5+2223 e nel riquadro la galassia MACS1149-JD1

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta delle tracce di ossigeno più distanti mai rilevate. Un team di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio ALMA e il telescopio VLT dell’ESO per osservare la galassia MACS1149-JD1, dove ci sono tracce di formazione stellare circa 250 milioni di anni dopo il Big Bang, un’epoca davvero remota in cui finora c’erano solo alcuni indizi di una possibile formazione stellare.