Nuove mappe di Giove create usando il telescopio spaziale Hubble

Due immagini della superficie di Giove catturate dal telescopio spaziale Hubble (Immagine NASA, ESA, A. Simon (GSFC), M. Wong (UC Berkeley), and G. Orton (JPL-Caltech))
Due immagini della superficie di Giove catturate dal telescopio spaziale Hubble (Immagine NASA, ESA, A. Simon (GSFC), M. Wong (UC Berkeley), and G. Orton (JPL-Caltech))

Il telescopio spaziale Hubble è stato utilizzato per creare nuove mappe del pianeta Giove. La Wide Field Camera 3, la macchina fotografica di Hubble, ha catturato una serie di immagini del pianeta all’interno del programma Outer Planet Atmospheres Legacy. Lo scopo è di produrre nuove mappe ogni anno e nel caso di Giove le 10 ore di riprese al giorno hanno permesso di scoprire nuovi fenomeni tra cui i cambiamenti nella Grande Macchia Rossa.

Il programma Outer Planet Atmospheres Legacy (OPAL) ha lo scopo di ottenere osservazioni dei pianeti esterni per lunghi periodi per comprendere le dinamiche all’interno delle loro atmosfere e la loro evoluzione come giganti gassosi. Questo progetto continuerà finché il telescopio spaziale Hubble rimarrà in servizio.

Il fenomeno più conosciuto su Giove, sempre molto interessante dal punto di vista scientifico, è la Grande Macchia Rossa, una tempesta più grande della Terra. Scoperta nel 1665, è oggetto di osservazioni continue da oltre un secolo e quelle effettuate nei mesi scorsi con il telescopio spaziale Hubble confermano che si sta restringendo.

La forma della Grande Macchia Rossa sta diventando più circolare mentre nel passato la sua forma era più ovale. Questo rimpicciolimento è noto da anni e il suo asse maggiore si è accorciato di circa 240 chilometri rispetto al 2014. Recentemente, il ritmo a cui si stava restringendo era aumentato ma gli ultimi cambiamenti mostrano un ritmo più vicino alla tendenza a lungo termine.

Un altro cambiamento in atto nella Grande Macchia Rossa è nel colore, meno intenso rispetto al passato e quindi tendente più all’arancione che al rosso. Un filamento fuori dal comune la percorre per quasi tutta la sua lunghezza e nel corso delle dieci ore della sequenza di osservazione è stato visto ruotare e avvitarsi su se stesso in continuazione. Esso è stato distorto da venti che soffiavano a circa 540 km/h.

Un altro fenomeno osservato dagli scienziati è un’onda che era stata osservata, appena visibile, solo una volta dalla sonda spaziale Voyager 2 della NASA. Stavolta quel tipo di onda è stato osservato in una zona piena di cicloni e anticicloni. Nell’atmosfera terrestre onde simili, chiamate onde barocline, possono apparire dove si formano i cicloni. È possibile che abbia origine sotto le nuvole diventando visibile solo quando si propaga sopra di esse.

Giove è osservato da molto tempo ma queste nuove mappe create usando il telescopio spaziale Hubble contribuiranno a capire meglio i fenomeni in atto nella sua atmosfera. I miglioramenti ai modelli esistenti per spiegare questi fenomeni possono essere applicati anche alle atmosfere di altri pianeti, un ulteriore aiuto nello studio degli esopianeti ma anche dei fenomeni atmosferici in atto sulla Terra.

Un video ad altissima definizione di Giove dalla NASA

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