
Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” è il primo prodotto grazie a uno studio che include osservazioni del Sardinia Radio Telescope (SRT). L’obiettivo era un buco nero supermassiccio al centro di una galassia ellittica distante circa 300 milioni di anni luce dalla Terra che sta precipitando verso l’ammasso di galassie 3C 129.
SRT è situato a nord di Cagliari ed è dotato di un’antenna da 64 metri di diametro. La sua costruzione è stata finanziata dal Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dall’Agenzia Spaziale Italiana e dalla Regione Autonoma della Sardegna, ed è operato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Questo radiotelescopio è stato inaugurato ufficialmente nel 2013 e dopo la fase di validazione astronomica sono cominciati i lavori scientifici veri e propri.
SRT ha una sensibilità nelle frequenze radio tra 0,3 e 116 GHz grazie ad un’innovativa superficie attiva composta da 1008 pannelli controllati digitalmente tramite attuatori. Ciò consente di compensare le deformazioni gravitazionali della struttura e di modificare la forma dell’antenna a seconda della posizione focale utilizzata. Solo pochissimi radiotelescopi sono dotati di un sistema così avanzato e la conseguenza è che SRT permette osservazioni di qualità elevatissima.
In questo studio, SRT ha permesso di osservare la luce polarizzata proveniente dall’obiettivo. La polarizzazione fornisce molte informazioni come la forza e l’orientamento dei campi magnetici. Vicino al buco nero supermassiccio il flusso di plasma è caotico ma lungo la scia è più regolare e la polarizzazione aumenta progressivamente. Ciò rivela la presenza di campi magnetici molto ordinati. La qualità di questo tipo di osservazione dimostra che SRT è già a eccellenti livelli di messa a punto.
Le osservazioni del buco nero supermassiccio hanno rivelato che esso sta assorbendo materia dal disco che lo circonda. Una parte di questa materia viene però espulsa tramite due getti di plasma che formano una scia radio molto più lunga dell’intera galassia al centro della quale è situato questo buco nero. Il confronto con osservazioni effettuate da altri telescopi mostra che esso si sta muovendo a circa 6 milioni di km/h.
Di fronte alla galassia che ospita questo buco nero supermassiccio è stato trovato un fronte d’urto analogo a quello che precede un aereo che viaggia a velocità supersonica. La velocità misurata corrisponde a quella teorizzata in passato per giustificare l’esistenza di quest’onda d’urto.
SRT è stato utilizzato in combinazione con il sistema di acquisizione dati SARDARA (SArdinia Roach2-based Digital Architecture for Radio Astronomy), finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna. Esso è stato recentemente installato al telescopio e i risultati mostrano che questi strumenti potranno dare un notevole contributo alle ricerche astronomiche.
