Le vene minerali nel cratere Gale su Marte si formarono per l’evaporazione dell’antico lago

Esempio di vene minerali presenti nel cratere Gale (Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS)
Esempio di vene minerali presenti nel cratere Gale (Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Meteoritics & Planetary Science” descrive una ricerca sull’antico lago che esisteva nell’odierno cratere Gale su Marte. Scienziati della Open University e dell’Università di Leicester hanno usato dati raccolti dal Mars Rover Curiosity della NASA per capire le antiche condizioni nel cratere Gale concludendo che l’ambiente era simile a quello terrestre e favorevole alla presenza di forme di vita.

Non è una novità che il cratere Gale fosse anticamente un lago. La NASA aveva presentato le analisi dei dati raccolti dal Mars Rover Curiosity in quella zona che indicavano quella sua antica natura nel dicembre 2014. Questa nuova ricerca si concentra in particolare sull’area del cratere chiamata Yellowknife Bay, già conosciuta per le antiche condizioni favorevoli alla vita dopo che la NASA aveva presentato le prove nel marzo 2013.

Uno dei fattori che avevano convinto gli scienziati della NASA che nel passato quell’ambiente era favorevole alla vita era la presenza di vari elementi chimici importanti per lo sviluppo di forme di vita del tipo che conosciamo. In particolare è stata evidenziata una forte presenza di zolfo e ferro. Anche sulla Terra ci sono microbi a cui i fluidi ricchi di quegli elementi piacciono perché possono usarli per produrre energia.

Quando il lago nell’odierno cratere Gale si è asciugato, sono rimaste vene minerali che secondo i ricercatori si sono formate come sedimenti per poi essere sepolte, riscaldate a circa 50° Celsius e corrose. L’evaporazione del lago nell’area di Yellowknife Bay avrebbe portato alla creazione di depositi ricchi di silice e di solfati. Il precipitato originale era probabilmente gesso che si è disidratato.

I ricercatori hanno confrontato la composizione rilevata nel cratere Gale con quella dei sedimenti di Watchet Bay, sulla costa del Somerset, nel sud-ovest dell’Inghilterra. Le similitudini trovate provano l’antica e variegata storia della presenza di acqua liquida nel cratere Gale.

Ashwin Vasavada del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA e scienziato della missione Curiosity, ha fatto notare che devono essere esistite generazioni multiple di fluidi, ognuno con una chimica unica, per spiegare ciò che è stato scoperto nelle rocce odierne. Insomma, si tratta di un ulteriore passo in avanti nella ricostruzione dell’antico ambiente che esisteva in quell’area di Marte e un’altra conferma del fatto che era simile alla Terra.

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