Un buco nero supermassiccio rimasto quasi nudo dopo un incontro galattico

Illustrazione artistica dell'incontro che ha generato B3 1715+425 (Immagine Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF)
Illustrazione artistica dell’incontro che ha generato B3 1715+425 (Immagine Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive la scoperta dei resti di una galassia di cui è rimasto solo un piccolo nucleo dopo il passaggio attraverso una galassia più grande. Un team di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio VLBA per trovare questo oggetto unico catalogato come B3 1715+425 con un diametro che ora è di soli 3.000 anni luce e un buco nero supermassiccio al suo centro.

La scoperta di B3 1715+425, parte di un grosso ammasso galattico distante circa due miliardi di anni luce dalla Terra, è avvenuta casualmente durante una ricerca di buchi neri supermassicci e in particolare di coppie di questi oggetti. Le osservazioni effettuate con il VLBA (Very Long Baseline Array) della National Science Foundation americana hanno mostrato che i buchi neri supermassicci di quasi tutte le galassie erano al loro centro. Uno di questi oggetti spostato rispetto al centro avrebbe costituito la prova di una fusione tra galassie.

Nell’ammasso galattico catalogato come ZwCl 8193, gli astronomi hanno trovato B3 1715+425, un oggetto davvero minuscolo in una scala galattica pensando che la Via Lattea, che non è particolarmente grande, ha un diametro attorno ai 100.000 anni luce. Come se ciò non bastasse, B3 1715+425 si sta allontanando dal nucleo di una galassia molto più grande a una velocità notevole, superiore ai 2.000 km/s, lasciandosi una scia di gas ionizzati dietro di sé.

Questi indizi suggeriscono che B3 1715+425 sia ciò che rimane di una galassia normale dopo il passaggio attraverso un’altra galassia più grande. La maggior parte delle sue stelle e del suo gas sono stati strappati via nel corso di quel passaggio da una galassia che aveva una forza di gravità globale maggiore lasciando un buco nero supermassiccio quasi nudo, circondato solo da un piccolo nucleo galattico.

Le conseguenze a lungo termine di quel passaggio stanno continuando perché B3 1715+425 sta lasciandosi dietro una scia di gas. Se continuerà a perdere massa, in futuro non avrà abbastanza gas per generare nuove stelle. Secondo James Condon del National Radio Astronomy Observatory, fra un miliardo di anno potrebbe non essere più visibile.

B3 1715+425 è stato scoperto per caso ma è possibile che ci siano molti altri buchi neri supermassicci “nudi” o circondati da poche stelle. Stabilire se si tratti di oggetti comuni richiederà ricerche specifiche che aiuteranno a capire meglio l’evoluzione delle galassie con le loro interazioni, tipicamente all’interno di ammassi galattici.

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