
Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive una ricerca sull’esopianeta K2-3d. Si tratta di una super-Terra scoperta usando il telescopio spaziale Kepler. Un team internazionale di ricercatori ha aggiunto altri dati raccolti successivamente dal telescopio spaziale Spitzer e dal telescopio dell’Osservatorio Astrofisico di Okayama per ottenere una misura più accurata del periodo orbitale di questo pianeta potenzialmente abitabile.
L’esopianeta K2-3d è una delle tre super-Terre scoperte nel sistema della nana rossa K2-3, conosciuta anche come EPIC 201367065, distante quasi 150 anni luce dalla Terra. La massa della stella è circa metà di quella del Sole perciò la sua luce è molto più fioca di quella del Sole. Ciò significa che sul pianeta K2-3d ci potrebbero essere condizioni simili a quelle terrestri anche se è molto più vicino alla sua stella della Terra rispetto al Sole.
Le altre due super-Terre sono ancor più vicine alla loro stella di K2-3d perciò ricevono da essa una luce molto più intensa di quella che la Terra riceve dal Sole. K2-3d è anche il più piccolo dei tre pianeti, con un raggio stimato attorno a 1,6 volte quello terrestre. La loro scoperta venne annunciata nel gennaio 2015 tra i primi risultati della seconda missione del telescopio spaziale Kepler della NASA, chiamata appunto K2.
La scoperta dell’esopianeta K2-3d è stata una fortuna non solo per le sue caratteristiche interessanti ma anche perché è uno dei più vicini alla Terra e perché la sua orbita è allineata con la Terra perciò noi possiamo vederlo transitare di fronte alla sua stella. Questo tipo di passaggio è uno dei metodi possibili per scoprire e studiare esopianeti e nel caso di quelli più vicini li rende candidati ottimali per ulteriori ricerche.
Nell’immagine vengono mostrati gli elementi della ricerca. Un esopianeta transita di fronte alla sua stella e lo strumento MuSCAT (Multi-color Simultaneous Camera for studying Atmospheres of Transiting exoplanets) montato sul telescopio da 188 cm dell’Osservatorio Astrofisico di Okayama cattura i cambiamenti della sua luce.
L’anno del pianeta K2-3d dura poco più di 44 giorni terrestri perciò è stato possibile osservare diversi suoi transiti. Due di essi sono stati osservati con il telescopio spaziale Spitzer poco dopo la scoperta ma le osservazioni più interessanti sono state compiute con lo strumento MuSCAT dell’Osservatorio Astrofisico di Okayama. Si tratta di uno strumento che permette analisi multibanda specifiche per lo studio di transiti di esopianeti ed è stato usato per compiere ulteriori osservazioni di K2-3d dimostrando che anche telescopi al suolo possono contribuire questo tipo di ricerche.
Mettendo assieme le varie osservazioni, gli astronomi hanno migliorato la misurazione dell’anno dell’esopianeta K2-3d. Il telescopio spaziale Kepler fornisce osservazioni limitate di un singolo esopianeta ed è per questo motivo che le misurazioni relative alle loro orbite sono approssimative. Ci vogliono ulteriori osservazioni per migliorarle ma grazie anche a strumenti come MuSCAT è ora possibile prevedere con precisione i transiti e pianificare nuove osservazioni.
