November 2016

Illustrazione di OGLE-2015-BLG-1319: in grigio i dati raccolti da telescopi al suolo, in blu quelli raccolti da Swift e in rosso quelli raccolti da Spitzer (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive lo studio di una nana bruna che orbita attorno a una stella di classe K possibile grazie a un evento di microlente gravitazionale. Un team internazionale di astronomi ha utilizzato i telescopi spaziali Spitzer e Swift della NASA per approfittare di quell’evento, catalogato come OGLE-2015-BLG-1319, a una distanza dalla sua stella in cui erano stati trovati così pochi di quegli oggetti da chiamarla deserto delle nane brune.

La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko con il suo nucleo a due lobi (Foto ESA/Rosetta/NAVCAM)

Due articoli in pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrivono vari aspetti di una ricerca sull’età della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Martin Jutzi e Willy Benz dell’Università di Berna, in Svizzera, assieme a vari colleghi hanno condotto una serie di simulazioni al computer per studiare la sua struttura a due lobi concludendo che la collisione che le ha dato la sua forma attuale difficilmente è avvenuta oltre un miliardo di anni fa.

Il sistema di RX J1615 (Immagine ESO, J. de Boer et al.)

Tre articoli accettati per la pubblicazione sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” descrivono altrettante ricerche su sistemi stellari in fase di formazione. Le ricerche sono state condotte da diversi team di astronomi ma hanno in comune l’utilizzo dello strumento SPHERE montato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO, che ha permesso di rilevare dettagli mai visti prima dei dischi protoplanetari attorno alle giovani stelle RX J1615, HD 97048 e HD 135344B.

La galassia IC 2163 (immagine M. Kaufman; B. Saxton (NRAO/AUI/NSF); ALMA (ESO/NAOJ/NRAO); NASA/ESA Hubble Space Telescope)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive una ricerca sulla forma che ricorda un occhio assunta dalla galassia IC 2163 in seguito a uno scontro con un’altra galassia chiamata NGC 2207. Un team di ricercatori guidato dall’astronoma Michele Kaufman ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per studiare questa sorta di tsunami di stelle e gas che ha assunto una forma molto rara tra le galassie conosciute.

Maglia cartografica della Thaumasia (Immagine USGS (United States Geological Survey))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Geophysical Research-Planets” descrive una ricerca sulle tracce degli antichi eventi vulcanici che potrebbero aver condizionato il clima del pianeta Marte. Usando i dati raccolti dalla sonda spaziale Mars Odyssey della NASA, un gruppo di ricercatori guidati da Don Hood della Louisiana State University (LSU) ha studiato un’insolita regione di Marte che hanno chiamato Grande Thaumasia concludendo che le dorsali montuose che la delimitano sono probabilmente di origine vulcanica.