La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko potrebbe essere più giovane del previsto

La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko con il suo nucleo a due lobi (Foto ESA/Rosetta/NAVCAM)
La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko con il suo nucleo a due lobi (Foto ESA/Rosetta/NAVCAM)

Due articoli in pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrivono vari aspetti di una ricerca sull’età della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Martin Jutzi e Willy Benz dell’Università di Berna, in Svizzera, assieme a vari colleghi hanno condotto una serie di simulazioni al computer per studiare la sua struttura a due lobi concludendo che la collisione che le ha dato la sua forma attuale difficilmente è avvenuta oltre un miliardo di anni fa.

La missione della sonda spaziale Rosetta dell’ESA è terminata alla fine del settembre 2016 ma l’enorme mole di dati raccolti sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko verrà studiata ancora per molti anni. Tra i tanti aspetti indagati dagli scienziati c’è stata la forma fuori dal normale perché costituita da due lobi connessi da un collo. Nel settembre 2015 uno studio pubblicato sulla rivista “Nature” descrisse le prove a sostegno della teoria che quella forma era dovuta alla fusione di due piccole comete.

Quella teoria sembra provata ma gli scienziati pensavano che la fusione che aveva generato la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko fosse avvenuta quando il sistema solare era molto giovane, circa 4,5 miliardi di anni fa. All’epoca c’era un enorme quantità di oggetti di varie dimensioni tra cui moltissime comete che si scontravano in continuazione perciò sembrava plausibile che anche quella collisione fosse avvenuta durante quel periodo caotico. Le cose potrebbero stare diversamente.

Nel primo articolo vengono descritte le conclusioni dei calcoli della quantità di energia necessaria a distruggere una struttura come quella del nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Il collo è il suo punto debole e può essere spezzato anche da una collisione a bassa energia. Secondo i ricercatori, comete come quella hanno subito varie collisioni nel corso del tempo perciò quella che invece l’ha generata deve essere avvenuta in tempi non primordiali ma nell’ultimo miliardo di anni.

Nel secondo articolo i ricercatori hanno studiato i dettagli della formazione del nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko a causa di una collisione. Nelle simulazioni hanno fatto scontrare oggetti tra i 200 e i 400 metri di diametro con un corpo rotante di forma ovale con un diametro attorno ai 5 chilometri. La velocità dell’impatto usata nelle simulazioni era tra i 200 e i 400 m/s ma l’energia rilasciata era comunque molto inferiore a quella necessaria a fare a pezzi il corpo centrale. La conseguenza è stata che l’oggetto è stato spezzato in due parti che avevano una forza di gravità sufficiente ad attrarsi reciprocamente per fondersi nella forma attuale a due lobi.

Secondo le teorie attuali le comete sono formate di materiale primordiale o almeno vecchio quanto il sistema solare. Questa nuova ricerca sembra contraddire questa teoria ma l’analisi dei risultati delle simulazioni mostra che non è così. La spiegazione sta nel fatto che l’energia rilasciata in quel tipo di impatto non è sufficiente a modificare radicalmente la loro struttura. Il nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è rimasto poroso e i materiali volatili originali non sono andati perduti.

Solo alcune settimane fa, un’altra ricerca basata su modelli informatici presentata all’European Planetary Science Congress (EPSC) concludeva che la cometa è giunta nel sistema solare interno solo negli ultimi 10.000 anni dopo aver viaggiato nella fascia di Kuiper, ben oltre Nettuno.

Queste ricerche stanno offrendo possibilità intriganti riguardo alla storia della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko che ci danno qualche idea della complessità della storia del sistema solare. Se le conclusioni di queste ricerche verranno confermate si tratterà di altre sorprese riservata da una cometa che in questi ultimi anni si è rivelata un vero tesoro dal punto di vista scientifico.

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