
Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive lo studio del disco protoplanetario AS 209. Un team di ricercatori guidato da Davide Fedele dellINAF di Arcetri ha usato il radiotelescopio ALMA per osservare quel disco di gas e polvere attorno a una stella in fase di formazione che mostra un nucleo centrale e due grandi anelli con due ampi solchi. La loro conclusione è che c’è almeno un pianeta con una massa che potrebbe essere vicina a quella di Saturno che orbita a una notevole distanza dalla sua stella.
Distante circa 410 anni luce dalla Terra, il sistema AS 209 è del tipo T Tauri, cioè la stella al suo centro è del tipo pre-sequenza principale, una protostella ancora nel corso la sua fase di formazione in cui il processo di accrescimento è ancora in atto. In questa fase, essa emette energia dovuta al suo collasso gravitazionale e non alla fusione dell’idrogeno.
Il radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), inaugurato nel marzo 2013, sta permettendo di cogliere dettagli mai visti da una serie di dischi protoplanetari e di vedere la loro evoluzione in atto. Il sistema AS 209, nella regione di formazione stellare Ofiuco, contiene uno di essi.
I materiali che formano questi dischi si raggruppano lentamente per formare pianeti e altri corpi celesti più piccoli e in questo caso se ne vedono i segni nei solchi già presenti nel disco. Lo studio di quelle caratteristiche può fornire informazioni sullo stato dei processi in atto in quel sistema per capire meglio come si sta evolvendo.
Il grande solco esterno è profondo, largo e contiene poca polvere, indizi della presenza di un pianeta che potrebbe essere un gigante gassoso con una massa attorno a due terzi quella di Saturno. La sua distanza dalla sua stella è notevole, più di tre volte quella di Saturno dal Sole. L’azione che compie sul disco protoplanetario causa un accumularsi di polvere sul bordo esterno della sua orbita e ciò crea anelli ben definiti nel disco.
Il solco interno, più sottile, potrebbe essere stato creato da un altro pianeta più piccolo ma i ricercatori hanno anche suggerito l’ipotesi che il pianeta esterno abbia generato entrambi i solchi. A prescindere dall’effettiva situazione, la presenza del pianeta esterno solleva alcune domande sulla formazione di pianeti a grande distanza dalla loro stella. In questo caso, ciò è avvenuto sul bordo esterno del disco protoplanetario in un tempo probabilmente breve dal punto di visto astronomico visto che il sistema è ancora in fase di formazione.
I ricercatori hanno suggerito alcune possibilità riguardanti i movimenti di gas e polveri per spiegare la formazione del pianeta ma non vi sono certezze. È per questi motivi che è importante continuare a studiare i vari dischi protoplanetari conosciuti: ognuno di essi costituisce un caso diverso e può fornire nuove informazioni sui processi di formazione dei sistemi stellari.
