March 2018

Concetto artistico di sistema binario con una gigante rossa e una stella di neutroni che le ruba materiali (Immagine NASA/Dana Berry)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la scoperta di un sistema binario in cui una delle due stelle che lo compongono ha emesso un brillamento a raggi X perché si tratta di una stella di neutroni che ruba materiali alla sua compagna, una gigante rossa. Un team di ricercatori ha usato osservazioni di vari telescopi per studiare l’evento indicato con la sigla IGR J17329-2731 e l’ha definito la nascita di una binaria a raggi X simbiotica.

Concetto artistico di WASP-39b vicino alla sua stella (Immagine NASA, ESA, and G. Bacon (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive uno studio dell’esopianeta WASP-39b. Un team di ricercatori guidato da Hannah Wakeford dell’Università Exeter e dello Space Telescope Science Institute ha usato i telescopi spaziali Hubble e Spitzer per scoprire le tracce di acqua nell’atmosfera di questo gigante gassoso molto vicino alla sua stella. Questi pianeti sono classificati come gioviani caldi anche se in questo caso le caratteristiche sono paragonabili a quelle di Saturno. La mappa più completa finora creata dell’atmosfera di un esopianeta ha mostrato una quantità notevole d’acqua.

Schema di onde radio (Immagine cortesia Prof. Rennan Barkana)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sulle possibili prove dell’esistenza della materia oscura. Il professor Rennan Barkana dell’Università di Tel Aviv ha usato i dati raccolti dal team del professor Judd Bowman, che ha rilevato quelle che potrebbero essere le tracce delle prime stelle nate nell’universo. Quelle rilevazioni mostrano anche quelle che sono state intrpretate come prove di un’interazione tra materia oscura e materia barionica, quella detta anche ordinaria.

Schema della storia dell'universo (Immagine cortesia N.R.Fuller, National Science Foundation)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca che descrive la rilevazione delle possibili tracce delle prime stelle nate nell’universo, trovate nella radiazione cosmica a microonde dall’idrogeno che esisteva all’epoca. Un team di ricercatori guidato da Alan Rogers del MIT Haystack Observatory e da Judd Bowman dell’Arizona State University ha impiegato oltre un decennio per raccogliere quelle che sono ritenute le prove che le prime stelle nacquero circa 180 milioni di anni dopo il Big Bang, ben prima rispetto alle stime precedenti.