
Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la scoperta della prima pulsar nella galassia di Andromeda. Un team guidato da Paolo Esposito dell’INAF-Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmic ha trovato quest’oggetto elusivo usando gli archivi delle osservazioni effettuate con il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA.
Le pulsar sono uno dei possibili prodotti di ciò che rimane dopo il collasso di una stella e la conseguente supernova. Si tratta di una classe di stelle di neutroni rotanti che sono state chiamate pulsar perché emettono impulsi regolari che possono essere rilevati anche sulla Terra. Esse sono ben conosciute ma non ne era ancora stata scoperta nessuna nella galassia di Andromeda.
Gli astronomi usano M31, uno dei nomi alternativi della galassia di Andromeda, perché è vicina in termini astronomici, il che significa “soli” 2,5 milioni di anni luce circa di distanza, e ha una struttura simile a quella della Via Lattea, tanto che viene considerata una sorta di sorella maggiore perché è più grande della nostra galassia. Nonostante decenni di osservazioni, solo ora gli astronomi sono riusciti a scoprire una pulsar in Andromeda.
La ricerca negli archivi dei dati raccolti dal telescopio spaziale XMM-Newton è avvenuta all’interno del progetto EXTraS (Exploring the X-ray Transient and variable Sky), che ha proprio lo scopo di analizzare in maniera sistematica quei dati. Uno dei risultati è stata la scoperta della pulsar nella galassia di Andromeda, che è stata identificata con la sigla 3XMM J004301.4+413017.
Questa pulsar ha un periodo di rotazione di 1,2 secondi e ha una compagna a cui pare sottragga gas. Le tracce della pulsar sono state trovate grazie ai raggi X da essa emessi ma ci è voluta una ricerca meticolosa perché ha riguardato gli archivi delle osservazioni di Andromeda tra il 2000 e il 2013.
Al momento ci sono poche certezze riguardanti questa scoperta e ancora tante domande. C’è una pulsar che ha una compagna ma non è chiaro di che tipo di stella si tratti. Sembra trattarsi di un sistema binario inusuale ma saranno necessari altri dati per capirne meglio la natura. Ora che è stato individuato, sarà più facile cercare ulteriori informazioni negli archivi di XMM-Newton e di altri telescopi ma anche effettuare osservazioni mirate.
