
La NASA ha rilasciato le immagini catturate dalla sua sonda spaziale IRIS relative a una sorta di pioggia caduta sul Sole il 24 luglio 2016. Quest’evento si è verificato durante un brillamento solare di media intensità che ha determinato l’espulsione di materiale solare, plasma a temperature elevatissime che poi è ricaduto come una pioggia e per questo viene chiamato pioggia coronale o in gergo più tecnico post-flare loop.
I brillamenti solari, o eruzioni solari, sono rilasci di energia emessa dal Sole in quantità enormi, che possono raggiungere l’equivalente di milioni di bombe all’idrogeno. Queste esplosioni possono essere accompagnate da espulsioni di massa coronale, rilasci particolarmente grandi di plasma dalla corona solare. Normalmente, particelle cariche vengono spinte nello spazio ma quando si verificano particolari condizioni può succede che una parte di esse finisca per ricadere sulla superficie del Sole.
Il plasma espulso durante questi fenomeni è gas che può raggiungere temperature elevatissime, fino a milioni di Kelvin. Le particelle con carica positiva e negativa si sono separate formando una miscela estremamente calda che viene indirizzata verso percorsi guidati da forze magnetiche complesse nell’atmosfera del Sole. Quando il plasma precipita formando la pioggia coronale si raffredda rapidamente da milioni a qualche decina di migliaia di Kelvin.
La corona è molto più calda della superficie del Sole, fino ad alcuni milioni di Kelvin della corona contro i circa 6.000 Kelvin della superficie. La sonda spaziale IRIS (Interface Region Imaging Spectrograph) è stata lanciata nel giugno 2013 anche per cercare di risolvere questo mistero. Quasi un anno fa è stata proposta una spiegazione per questa differenza di temperatura ma non ci sono ancora certezze perciò le indagini continuano.
Ciò che avviene nel Sole, sulla sua superficie e nella sua atmosfera può avere un’influenza notevole anche sulla Terra. Le aurore sono fenomeni visibili ma l’attività solare può causarne altri, a volte pericolosi come certe forti eruzioni che possono danneggiare satelliti e perfino apparecchiature elettriche al suolo. È per questi motivi che è importante capire i meccanismi che regolano le attività solari e sonde spaziali come IRIS ma anche altre sono state progettate.
