Astronomia / astrofisica

Il vulcano di Ceraunius Tholus visto dallo strumento CaSSIS della sonda spaziale TGO con la brina in un colore bluastro

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” riporta la rilevazione di brina sui vulcani della regione di Tharsis su Marte. Un team di ricercatori che include Giovanni Munaretto dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato dati ottenuti da due sonde spaziali dell’ESA, la TGO della missione ExoMars e Mars Express, che hanno permesso di scoprire per la prima la presenza di acqua ghiacciata sulla superficie marziana all’equatore del pianeta rosso. Nelle caldere degli enormi vulcani di Tharsis sono stati avvistati depositi blu riconducibili a ghiaccio d’acqua che sono presenti solo al mattino per poi evaporare qualche ora dopo.

Le galassie JADES-Gs-z14-0 e JADES-Gs-z14-1 viste dal telescopio spaziale James Webb, anche ingrandite nei riquadri

Un articolo in fase di peer-review e disponibile in anteprima sul server ArXiv riporta l’identificazione delle galassie primordiali JADES-GS-z14-0 e JADES-GS-z14-1, che potrebbero essere le più lontane scoperte finora. Un team di ricercatori che ne include alcuni italiani ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb all’interno del programma JWST Advanced Deep Extragalactic Survey (JADES) per individuare centinaia di candidate galassie che risalgono ai primi 650 milioni di anni di vita dell’universo. Se confermate le stime effettuate, vediamo JADES-GS-z14-0 com’era circa 290 milioni di anni dopo il Big Bang e quindi sarebbe la più antica conosciuta.

La Terra e concetti artistici che mostrano l'esopianeta Gliese 12 b in diverse possibili versioni che vanno dall'assenza di atmosfera a un'atmosfera molto densa come quella di Venere

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” e uno su “The Astrophysical Journal Letters”, riportano conferme indipendenti della scoperta dell’esopianeta Gliese 12 b, che ha dimensioni molto vicine a quelle della Terra ma orbita attorno a una nana rossa che ha massa e dimensioni che sono attorno a un quarto di quelle del Sole. Due team di ricercatori hanno usato osservazioni condotte dal telescopio spaziale TESS della NASA e conferme ottenute con altri strumenti per verificare l’esistenza di Gliese 12 b. Le informazioni disponibili non rivelano se abbia un’atmosfera ma vari fattori lo rendono un buon candidato per ricerche mirate con il telescopio spaziale James Webb.

Messier 78 (ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, image processing by J.-C. Cuillandre (CEA Paris-Saclay), G. Anselmi)

L’ESA e il Consorzio Euclid hanno presentato i primi risultati scientifici ottenuti grazie al telescopio spaziale Euclid all’interno del programma ERO (Early Release Observations). Si tratta di una serie di articoli scientifici in parte scritti direttamente dai ricercatori del Consorzio e in parte da diversi team di ricercatori che hanno lavorato all’interno del programma ERO. Alcune immagini illustrano le possibilità di questo strumento ma la ricerca su alcuni dei maggiori misteri cosmologici va ben oltre l’estetica delle fotografie.

Le galassie Abell 478 e NGC 5044 viste ai raggi X dall'Osservatorio Chandra con i dati rilevati alle onde radio del radiotelescopio VLBA (Very Large Baseline Array) ingranditi nei riquadri

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio di buchi neri supermassicci che emettono getti di energia che mirano a direzioni diverse nel corso del tempo. Un team di ricercatori guidato da Francesco Ubertosi dell’Università di Bologna che include anche anche altri ricercatori italiani dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e dell’Università di Bologna ha combinato osservazioni condotte con l’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA e con il radiotelescopio VLBA per esaminare 16 galassie scoprendo che circa un terzo dei loro buchi neri supermassicci emette getti che hanno cambiato direzione in modo significativi entro gli ultimi 10 milioni di anni. Per questo tipo di emissione sono stati paragonati alla Morte Nera.