Cosmologia

Uno schema del passaggio dall'universo pieno di idrogeno neutro e buio a quello luminoso che segue l'epoca della reionizzazione

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta l’individuazione di un gruppo di galassie primordiali che potrebbero essere tra quelle che hanno contribuito alla reionizzazione dell’universo, facendolo diventare da buio a luminoso. Un team di ricercatori coordinato dall’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb all’interno del programma GLASS-JWST per studiare 29 galassie molto lontane e quindi antiche. L’esame delle caratteristiche fisiche di quelle galassie ha portato i ricercatori a concludere che l’80% di esse ha contribuito in modo significativo alla reionizzazione.

La mappa dell'emissione polarizzata di microonde misurata dall'esperimento QUIJOTE

Sei articoli pubblicati sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riportano vari aspetti della più accurata mappatura della polarizzazione delle emissioni di microonde della Via Lattea. Ciò fornisce una mappa del campo magnetico galattico grazie all’esperimento QUIJOTE (Q-U-I JOint TEnerife). La Collaborazione QUIJOTE ha presentato quella che è solo la serie iniziale di articoli scientifici in un’indagine che complementa quelli ottenuti da altre missioni come quella del satellite Planck Surveyor. Questi risultati sono utili per ottenere nuove informazioni sulla struttura del campo magnetico della Via Lattea e per capire i processi energetici che avvennero subito dopo la nascita dell’universo.

NGC 1427A, una delle galassie nane dell'ammasso della Fornace che sembrano prive di aloni di materia oscura (Immagine ESO)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta i risultati di uno studio della distribuzione e della morfologia delle galassie nane dell’ammasso della Fornace che conclude che esse sono prive di aloni di materia oscura. Un team di ricercatori coordinato dall’Università tedesca di Bonn e dall’Università scozzese di Saint Andrews ha esaminato quelle galassie nane per verificare quanto siano perturbate dalle maree gravitazionali generate da galassie vicine.

Una rappresentazione artistica della combinazione tra le osservazioni ottenute nell'indagine HSC-SSP e i dati della radiazione cosmica di fondo rilevati dalla sonda spaziale Planck Surveyor

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” riporta i risultati di un’analisi della distribuzione della materia oscura attorno a un milione e mezzo di galassie primordiali. Un team di ricarcatori guidato da Hironao Miyatake dell’Università giapponese di Nagoya ha usato osservazioni condotte con il telescopio Subaru e ha analizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Planck Surveyor per rilevare la distorsione del fondo cosmico a microonde.

I risultati di questo studio mostrano le fluttuazioni nella distribuzione della materia oscura nell’universo primordiale che hanno portato a disomogeneità nell’aggregazione della materia ordinaria che ha formato le galassie. Quell’aggregazione è inferiore a quanto previsto dal modello Lambda-CDM, quello che attualmente descrive meglio le osservazioni. L’incertezza risiede nella difficoltà di ottenere risultati precisi nell’esame di galassie molto lontane.

ORC1 visto da MeerKAT e sullo sfondo dati ottici della Dark Energy Survey (Immagine J. English (U. Manitoba)/EMU/MeerKAT/DES(CTIO))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio basato su una nuova immagine di un cosiddetto cerchio radio anomalo (in inglese odd radio circle, ORC). Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio MeerKAT per osservare questa struttura con un diametro di oltre un milione di anni luce visibile solo alle onde radio. Ogni nuova osservazione di questo tipo di fenomeno offre nuove informazioni dato che al momento ne sono conosciuti solo cinque. Le informazioni raccolte con MeerKAT potrebbero aiutare a verificare le teorie avanzate e raggiungere una spiegazione ragionevolmente certa per la sua origine e la sua natura.