Un guasto al radar limita la missione del satellite SMAP della NASA

Concetto artistico del satellite SMAP della NASA col suo enorme riflettore rotante (Immagine NASA)
Concetto artistico del satellite SMAP della NASA col suo enorme riflettore rotante (Immagine NASA)

La NASA ha annunciato l’impossibilità di rimettere in funzione il radar del suo satellite SMAP (Soil Moisture Active Passive). Lo strumento aveva cessato di funzionare il 7 luglio e per settimane gli ingegneri della NASA avevano tentato di riattivarlo ma senza successo. SMAP è un osservatorio che ha lo scopo di monitorare l’umidità presente nei 5 centimetri superficiali del suolo e ora continuerà la sua missione in maniera limitata.

Il satellite SMAP era stato lanciato il 31 gennaio 2015 e, dopo aver raggiunto la sua orbita, il suo riflettore rotante dal diametro di 6 metri era stato dispiegato con successo. Sembrava che quella fosse la fase più critica della missione e nel corso dei primi mesi SMAP aveva inviato regolarmente dati raccolti dal suo radar e dall’altro suo strumento, un radiometro.

La misura dell’umidità del terreno è parte di altre missioni come quella del satellite SMOS (Soil Moisture and Ocean Salinity) dell’ESA, che usa anch’esso un radiometro chiamato MIRAS (Microwave Imaging Radiometer using Aperture Synthesis). L’importanza della missione SMAP era data dal fatto che la combinazione tra radar e radiometro permetteva di ottenere accurate misurazioni su piccole aree di suolo.

Dopo il periodo di calibrazione degli strumenti, SMAP aveva lavorato regolarmente fino al 7 luglio, tanto che in aprile era stata rilasciata una prima mappa globale dell’umidità del suolo. Quando il radar ha smesso di funzionare, gli ingegneri della NASA hanno cominciato subito a lavorare per capire l’origine del problema e per cercare di farlo funzionare nuovamente.

L’analisi della situazione è andata avanti per alcune settimane e alla fine il team incaricato del lavoro ha determinato che il guasto è in un amplificatore ad alta potenza. Esso è progettato per aumentare i livelli di potenza dell’impulso radar a oltre 500 Watt per permettere all’energia che arriva dalla superficie terrestre di essere misurata accuratamente.

Purtroppo non esiste un sistema di backup dell’amplificatore guasto. Dopo aver tentato di riattivare il radar il 24 agosto, il team ha esaurito le possibilità e nei giorni successivi ha comunicato l’impossibilità di far funzionare lo strumento. Una commissione è stata nominata per cercare di capire come mai l’amplificatore si sia guastato per cercare di evitare problemi simili nel futuro.

Ora alla NASA stanno cercando di stabilire il modo migliore per usare il satellite SMAP con il solo radiometro. Lo sviluppo di algoritmi software potrà aiutare a compensare in parte la mancanza dei dati radar ma ci saranno delle limitazioni alla missione. È davvero un peccato perché la missione SMAP era davvero ambiziosa e utile in vari modi. Possiamo solo sperare che non venga limitata troppo dal guasto al radar.

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